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Attualità | 13 maggio 2026, 14:52

Casa, allarme del SUNIA Imperia: “Affitti troppo alti e poche case, subito un piano per fermare l’emergenza”

Il segretario provinciale Gianfranco Di Giorgio chiede un tavolo permanente con istituzioni e Comuni: “Serve limitare gli affitti brevi e riportare sul mercato gli alloggi sfitti”

Casa, allarme del SUNIA Imperia: “Affitti troppo alti e poche case, subito un piano per fermare l’emergenza”

Il disagio abitativo cresce anche in provincia di Imperia e il S.U.N.I.A. lancia un nuovo appello alle istituzioni affinché il tema della casa diventi una priorità concreta. A richiamare l’attenzione è il segretario provinciale del sindacato, Gianfranco Di Giorgio, che denuncia una situazione sempre più difficile per famiglie, anziani e giovani lavoratori. “La casa rappresenta un elemento essenziale della dignità delle persone e, quando viene meno, le conseguenze sono immediate e spesso drammatiche”, sottolinea il sindacato, evidenziando come le risposte al problema dell’abitare siano ancora insufficienti nonostante da anni si parli di povertà ed emergenza sociale.

Secondo il S.U.N.I.A., sono molte le situazioni che possono portare alla perdita dell’alloggio: famiglie con figli minori, persone con disabilità o gravi invalidità, lavoratori che perdono l’occupazione e anziani soli con pensioni non più adeguate ai canoni richiesti. A queste criticità si aggiungono i giovani con contratti precari, spesso esclusi dal mercato degli affitti perché considerati privi di garanzie. Il sindacato punta il dito anche contro il crescente peso economico delle locazioni. Tra il 2010 e il 2023 il costo delle abitazioni è aumentato fino a sfiorare il 40%, mentre i canoni di locazione sono cresciuti del 22%. Una situazione che colpisce in particolare le aree urbane e le località turistiche, dove la diffusione degli affitti brevi sottrae abitazioni al mercato residenziale tradizionale.

In molti casi - evidenzia il S.U.N.I.A. - l’affitto di un semplice bilocale arriva a incidere fino al 50% del reddito familiare, senza considerare bollette e altre spese essenziali. A pesare sono inoltre l’aumento delle spese condominiali e la crescente instabilità contrattuale dovuta a vendite, successioni e contenziosi che generano sempre più disdette e mancati rinnovi. Così non si può proseguire: ogni giorno raccogliamo segnalazioni di inquilini che, pur pagando regolarmente, ricevono disdette e non trovano alternative perché le case disponibili non ci sono”, afferma il sindacato. “È necessario mettere un tetto agli affitti brevi e riportare sul mercato gli alloggi sfitti”.

Per il S.U.N.I.A., lavoro e casa rappresentano due pilastri irrinunciabili, motivo per cui viene chiesta l’apertura di un tavolo stabile di confronto tra istituzioni, enti gestori e parti sociali, anche alla luce delle difficoltà segnalate dai Servizi Sociali del territorio. Tra le proposte avanzate dal sindacato figurano:

  • l’aumento dell’offerta abitativa;
  • la valorizzazione dei contratti a canone concordato;
  • misure contro gli alloggi sfitti;
  • regole più efficaci sugli affitti brevi;
  • interventi per gli sfratti legati alla morosità incolpevole.

Il sindacato ricorda inoltre che "Strumenti come i contratti a canone concordato e la cedolare secca al 10% esistono già, ma vengono ancora poco utilizzati per mancanza di informazioni chiare e diffuse. Infine, il S.U.N.I.A. riconosce l’impegno dell’ARTE territoriale negli investimenti per nuovi alloggi pubblici, pur sottolineando che il problema richiede interventi strutturali e una collaborazione ampia tra politica, Comuni e soggetti sociali".

Carlo Alessi

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