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Attualità | 27 aprile 2026, 07:15

Caso Nessy Guerra, oggi il dibattito in Egitto sulla causa per adulterio: sentenza attesa tra oggi e domani

La sanremese attende il verdetto della Corte d’Appello di Hurghada. Intanto torna a denunciare sui social il comportamento dell’ex marito: “La polizia ci ha avvertiti di fare molta attenzione”

Caso Nessy Guerra, oggi il dibattito in Egitto sulla causa per adulterio: sentenza attesa tra oggi e domani

È una giornata cruciale nel lungo e complesso caso giudiziario che coinvolge Nessy Guerra, la giovane madre sanremese rifugiatasi in Egitto con la figlia e da mesi al centro di una delicata vicenda internazionale tra cause civili, accuse penali e battaglie per l’affidamento della bambina.

Questa mattina è infatti previsto il dibattito relativo al procedimento per adulterio davanti alla Corte d’Appello di Hurghada. Secondo quanto filtra dagli ambienti vicini alla donna sanremese, la decisione potrebbe arrivare nella giornata di domani, ma al momento ogni scenario resta aperto, compresa la possibilità che il collegio possa pronunciarsi già nelle prossime ore.

Un passaggio molto atteso, che potrebbe incidere in maniera significativa anche sugli altri fronti ancora aperti, in particolare quello legato alla custodia della figlia (sentenza prevista per giugno).

Il precedente rinvio e la nuova attesa. Nell’ultima udienza la Corte si era riservata di decidere, rinviando la sentenza al 28 aprile. In quella sede la difesa di Nessy Guerra aveva depositato una dichiarazione ritenuta centrale nella strategia processuale.

Secondo quanto spiegato dai legali italiani della donna, il documento attesterebbe che non vi sarebbe mai stata alcuna relazione sentimentale alla base delle accuse contestate, oltre a sostenere che precedenti dichiarazioni sarebbero state ottenute attraverso forti pressioni psicologiche.

Elementi che, nelle intenzioni difensive, puntano a ribaltare il precedente esito di primo grado.

Il nuovo sfogo social di Nessy Guerra. Nell’attesa della decisione, Nessy Guerra è tornata a esporsi pubblicamente attraverso i propri canali social, denunciando nuovamente il comportamento dell’ex marito e il clima che starebbe vivendo in questi giorni.

“La polizia ci ha avvertiti di fare molta attenzione: negli ultimi giorni il mio ex sta diventando sempre più aggressivo. Adesso vi racconto tutto quello che sta succedendo”, ha dichiarato in un video diffuso su Instagram.

La donna ha poi aggiunto: “Negli ultimi giorni ho scoperto che il mio ex e sua madre starebbero vagando per l’Egitto e dormendo per strada per motivi finanziari”. Secondo il suo racconto, i due si sarebbero diretti ad Alessandria d'Egitto, dove vivrebbero alcuni parenti della famiglia dell’uomo. “Anche lì avrebbero creato dei problemi, finendo per tre volte dentro una stazione di polizia”.

Nel video la giovane madre riferisce ulteriori episodi: “In quella occasione avrebbero scatenato caos e panico. Il mio ex continuava a dire di essere Gesù Cristo, mentre sua madre, una donna di quasi 70 anni, avrebbe gridato di essere la madre di Gesù Cristo, quindi Maria, e di poter scatenare i terremoti”.

Poi l’affondo più duro, legato alla figlia: “La cosa più grave è questa: queste persone stanno chiedendo la custodia di una bambina di soli tre anni”.

“Siamo stanchi di vivere tutto questo”. Nessy Guerra descrive una situazione di forte pressione personale e familiare. “Questa situazione è assurda e pericolosa. Queste due persone hanno gravi disturbi mentali e vagano liberamente. Noi siamo stanchi di queste persone. Vorrei che se ne rendessero conto”. E ancora: “Noi continuiamo a vivere tutto questo ogni giorno”. 

Ore decisive. Le prossime ore saranno dunque determinanti. La decisione della Corte egiziana potrebbe rappresentare un nuovo spartiacque in una vicenda che continua a intrecciare aspetti giudiziari, familiari e diplomatici.

Da Sanremo all’Egitto, l’attenzione resta altissima. E mentre Nessy Guerra attende il verdetto, il suo messaggio pubblico testimonia un clima di tensione che, almeno sul piano umano, appare tutt’altro che concluso.

Andrea Musacchio

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