"Ordinanza illegittima, il parere esterno lo conferma" - dicono i consiglieri comunali di minoranza a Vallecrosia al Mare Marilena Piardi, Armando Biasi, Patrizia Biancheri e Valeria Cannazzaro riportando l'attenzione sull'ordinanza sindacale n. 16 dello scorso agosto sull'assegnazione di posti auto pubblici, situati all’intersezione tra via Don Bosco e via Romana, a privati, in prossimità del supermercato “Despar” in capo alla società Futura snc.
"Il parere richiesto dall’Amministrazione a un comandante esterno è chiaro: l’ordinanza risulta in contrasto con il Codice della Strada e non sanabile. Un esito che conferma quanto da noi evidenziato fin dall’inizio" - sottolinea la minoranza - "È doveroso chiarire che la nostra posizione non è mai stata contro il supermercato o contro i commercianti. Saremmo i primi a voler sostenere tutte le attività del territorio, garantendo servizi e agevolazioni ma il punto è un altro: le aree pubbliche non possono essere destinate a soggetti privati al di fuori dei casi previsti dalla legge. E proprio per questo motivo, sottrarre spazi alla collettività per riservarli in via esclusiva a un singolo esercizio commerciale rappresenta una scelta che oggi viene certificata come illegittima".
"A questo si aggiunge un ulteriore elemento che non può essere ignorato: la decisione dell’Amministrazione di richiedere un parere esterno, con relativo costo, per chiarire una questione che rientra pienamente nelle competenze ordinarie dell’ente" - mettono in risalto i consiglieri comunali di minoranza - "Il Comune dispone, infatti, di figure e strumenti interni deputati proprio alla verifica della legittimità degli atti amministrativi. Rivolgersi all’esterno per ottenere una valutazione su una materia così ordinaria solleva più di una perplessità, soprattutto in termini di utilizzo delle risorse pubbliche".
"Oggi, alla luce di un parere così netto, resta una questione politica evidente: come si è arrivati a firmare un’ordinanza di questo tipo? Forse per impegni elettorali? Forse per una valutazione amministrativa non adeguata? Forse perché chi avrebbe dovuto esprimersi tecnicamente ha ritenuto di non poter avallare un atto di questo tipo? Domande legittime, che meritano risposte chiare" - mettono in evidenza - "Perché amministrare non significa solo prendere decisioni ma anche assumersi la responsabilità delle conseguenze. E, quando necessario, avere il coraggio di riconoscere e correggere gli errori".

















