Si accende lo scontro politico a due settimane dal referendum costituzionale sulla giustizia. Secondo i promotori del NO, esponenti della destra starebbero alzando i toni contro la magistratura utilizzando alcune vicende giudiziarie per influenzare il clima del voto. Nel mirino delle critiche finisce la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di aver commentato in modo strumentale casi di cronaca giudiziaria, tra cui quello della cosiddetta “famiglia nel bosco”, dopo le polemiche seguite alla vicenda del giovane ucciso da un poliziotto a Rogoredo. Secondo i critici, si tratterebbe di temi non collegati alla riforma costituzionale, che non interviene sul funzionamento dei processi.
Le stesse fonti sottolineano inoltre che "Eventuali modifiche sui diritti dei genitori nei confronti dei figli potrebbero essere affrontate con interventi legislativi ordinari, come già avvenuto con il decreto Caivano, senza chiamare in causa la magistratura. La polemica coinvolge anche il sindaco di Imperia Claudio Scajola, che nei giorni scorsi ha attaccato pubblicamente il procuratore capo della Repubblica di Imperia Alberto Lari, accusandolo di voler “condizionare lo svolgimento del suo mandato” a causa di alcune indagini aperte nei suoi confronti. Al centro della vicenda c’è un procedimento per ipotesi di peculato legato all’utilizzo di un’auto del Comune per accompagnare in tribunale l’avvocato che difende Scajola in un altro procedimento, il cosiddetto caso Maiolino. L’utilizzo del mezzo pubblico sarebbe stato accertato, ma la procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione per tenuità del fatto".
Dopo il ricorso presentato dallo stesso Scajola per ottenere un’assoluzione nel merito, la procura ha chiesto che la vicenda venga valutata in sede processuale. Una decisione che ha provocato la dura reazione del sindaco, poi seguita da un tentativo di distensione con l’invito al procuratore a una “cena riparatoria”. Secondo i sostenitori del NO al referendum "Episodi come questo dimostrerebbero una visione dei rapporti tra politica e magistratura in cui i giudici dovrebbero “concordare la loro azione con la politica”. Un modello che, sostengono, metterebbe a rischio i principi costituzionali di uguaglianza davanti alla legge e indipendenza della magistratura. La polemica si inserisce anche nel dibattito pubblico sull’ex magistrato Luca Palamara, citato nel comunicato come esempio delle distorsioni interne alla magistratura ma diventato negli ultimi anni un riferimento per alcuni settori politici critici verso il sistema giudiziario".
Il confronto potrebbe riaccendersi ulteriormente venerdì, quando a Imperia è previsto un evento a sostegno del Sì al referendum, intitolato “Le ragioni del Sì”, nel quale Scajola è atteso per le conclusioni in qualità di sindaco. Secondo i promotori del NO, il voto rappresenterebbe anche un modo per difendere l’indipendenza della magistratura e impedire che la politica possa sottrarsi al controllo di legalità invocando il consenso elettorale.














