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Attualità | 07 marzo 2026, 16:41

150 anni di presenza Salesiana, Vallecrosia conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard (Foto e video)

Consegnate all'XI successore del fondatore dei Salesiani anche le chiavi della città

150 anni di presenza Salesiana, Vallecrosia conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard (Foto e video)

Vallecrosia conferisce la cittadinanza onoraria e consegna le chiavi della città a don Fabio Attard, XI successore di Don Bosco.

Dopo l'incontro di don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, con i ragazzi del Cnos-Fap, avvenuto ieri mattina nel cortile dell'oratorio salesiano, e con la Famiglia Salesiana, svoltosi ieri pomeriggio nel salone parrocchiale di Maria Ausiliatrice, il successo dello spettacolo-incontro sui giovani, a ingresso gratuito, 'Senza filtro oltre il vento, verso l'incontro', andato in scena ieri sera al teatro Golzi al Palazzo del Parco a Bordighera, e la presentazione, avvenuta questa mattina, di 'Don Bosco a Vallecrosia: ieri, oggi e domani', un libro sui 150 anni di presenza Salesiana nella città della famiglia realizzato dalla direzione dell'istituto salesiano di Vallecrosia insieme al comitato organizzatore del 150° dalla fondazione dell'opera salesiana, i tre giorni di festa organizzati per i 150 anni di presenza Salesiana a Vallecrosia sono proseguiti nel pomeriggio odierno con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria e della consegna delle chiavi della città al Rettor Maggiore svoltasi nella chiesa di Maria Ausiliatrice, invece che nel cortile dell'oratorio Don Bosco, a causa del forte vento.

Don Fabio Attard è stato accolto dalla Banda Musicale Di Borghetto San Nicolo' - Città di Bordighera APS, dagli sbandieranti e musici di Ventimiglia assieme al gruppo della Spes, dall'Amministrazione comunale, da autorità civili locali, provinciali e regionali, militari e religiose, dagli ex Allievi Don Bosco, dal Cnos-Fap, dagli alpini, dalla Protezione civile, dalla Croce Azzurra Misericordia, dalla polizia locale, dall'associazione Le Cinque Torri, i marinai, l'ordine dei templari, la Croce Rossa, Croce Verde Intemelia e dalla comunità. In corteo, partiti dal cortile dell'oratorio, tutti i presenti si sono diretti in chiesa dove si è svolto, su concessione del vescovo Suetta, il consiglio comunale solenne.

"Grazie di essere qui a Vallecrosia" - afferma il sindaco Fabio Perri rivolgendosi a don Fabio Attard - "Con questo consiglio comunale solenne l'Amministrazione comunale e l'intera comunità di Vallecrosia desiderano compiere un gesto che ha un valore simbolico e profondo. Nel celebrare i 150 anni dell'avvenuta di Don Giovanni Bosco nella nostra comunità riconosciamo quanto il suo carisma educativo e umano abbia lasciato un segno duraturo nella storia e nell'identità del nostro territorio. Per questo motivo, oggi, il sindaco e il consiglio comunale conferiscono a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana e XI successore di Don Bosco, la cittadinanza onoraria della nostra città. Con questo atto intendiamo esprimere non soltanto stima e riconoscenza verso la sua persona e la sua missione ma anche riaffermare il forte legame che unisce la nostra comunità ai valori educativi, spirituali e sociali che Don Bosco ha donato al mondo. La consegna delle chiavi della città rappresenta il segno più alto dell'accoglienza e dell'appartenenza, un gesto con cui la città apre simbolicamente le porte e il proprio cuore. Che cosa significa dare le chiavi della città? E' un segno di fiducia e di accoglienza. Questa città si fida di te, don Fabio, ti riconosce come amico e ospite d'onore. Significa riconoscimento pubblico, significa onorare una persona che ha dato un contributo importante alla comunità e alla cultura della nostra società, significa appartenenza alla comunità e gratitudine della comunità. Chi riceve le chiavi diventa parte della città anche se non è un cittadino residente. Il gesto rappresenta il riconoscimento ufficiale di tutta la città verso il successore di Don Bosco. Attraverso questo riconoscimento Vallecrosia desidera affermare che le verità di Don Bosco continuano a vivere tra di noi: nell'attenzione ai giovani, nella fiducia nel futuro, nella costruzione di comunità fondata sull'educazione, sulla solidarietà e sulla speranza. Accogliendo oggi il Rettor Maggiore come nostro cittadino onorario riconosciamo in lui il testimone e il continuatore di una grande tradizione educativa e spirituale che continua ad illuminare il cammino nelle nuove generazioni. 'Non basta amare i giovani, bisogna che i giovani si accorgano di essere amati'. In queste parole di Don Bosco c'è il cuore del suo sogno, un'educazione fatta di presenza, di fiducia e di speranza. Un'educazione che non costruisce solo il futuro dei giovani ma il futuro della comunità ed è proprio per questo che oggi, a 150 anni dalla venuta di Don Bosco, la nostra città non compie soltanto un gesto simbolico ma un atto di memoria, di riconoscenza e di impegno. Vogliamo dire con forza che il messaggio di Don Bosco continua a vivere tra le nostre case, le nostre famiglie e soprattutto nel cuore dei nostri giovani. Questa città apre le sue porte ma soprattutto apre il suo cuore a don Fabio Attard: benvenuto tra di noi!".

"Come gruppo consiliare Cittadini in Comune siamo emozionati e onorati" - dice il consigliere regionale e consigliere comunale di minoranza a Vallecrosia Armando Biasi nel corso della seduta - "Quando entriamo dalle porte dell'oratorio siamo a casa. La città di Vallecrosia in questi 150 anni ha trovato la sua casa. Don Fabio Attard ci ha onorato, oltre della sua presenza, della sua illuminazione. Dalle sue parole emergono tre aspetti: la speranza, l'ascolto e la comunità. 150 anni fa quando Don Bosco scelse Vallecrosia ha trovato una comunità pronta ad accoglierlo. Hanno fatto bene il sindaco e l'amministrazione comunale a riconoscere gratitudine all'XI successore del fondatore dei Salesiani. Don Bosco per noi è un esempio. Ognuno di noi cerca di portare nel proprio cuore e nella propria anima quella scintilla che ci permette di essere uomini e donne che possono essere rappresentativi di quell'idea di Don Bosco e della famiglia salesiana. Il nostro gruppo è contento e felice di essere qui oggi".

La pratica viene votata all'unanimità dal consiglio comunale. "Sono un po' commosso" - commenta don Fabio Attard - "Mentre ascoltavo le vostre parole il mio sguardo era diretto al nostro padre e maestro, Don Bosco. Come si sente Don Bosco in questo momento? Sicuramente si sente piccolo e umile per tutta questa dimostrazione di gratitudine, solidarietà e di riconoscenza. Vorrei ringraziare tutti voi per questo segno di apprezzamento e gratitudine unitario. Ringrazio le autorità per la vostra presenza e tutta la cittadinanza. Grazie soprattutto per i giovani che sono il motivo del nostro essere e del nostro modo di essere dedicati ai giovani. Voglio lasciare tre cose: gratitudine a 360 gradi per quanto stiamo ricevendo, per tutte quelle persone che in questi 150 anni hanno costruito una memoria radicata nel territorio, che ha toccato il cuore delle persone, che ha formato, che ha plasmato, che ha dato un aiuto che non si può misurare ma si può sentire in maniera molto profonda, e per tutti coloro che tutt'ora credono nel messaggio di Don Bosco, partecipano alla nostra esperienza qui a Vallecrosia; determinazione, ogni presenza è un riflesso dell'identità della congregazione e della famiglia salesiana, bisogna continuare a essere servi dei giovani; insieme, noi siamo figli di un educatore che era un prete ma che ha saputo spalancare le frontiere della collaborazione. Abbiamo un solo obiettivo: educare i giovani e abbiamo bisogno di tutti aldilà delle alleanze politiche, aldilà dell'identità religiosa, aldilà dell'identità etnica. I giovani ci stanno aspettando in questo mondo che è in rottura con quello che abbiamo conosciuto. La minaccia non è in quello che stiamo perdendo ma il non essere protagonisti in quello che deve emergere. Noi lo dobbiamo misurare, calcolare e immaginare in relazione al presente dei giovani che dentro di sé tengono il seme del futuro. Bisogna rafforzare la determinazione affinché insieme riusciamo ad ascoltare il grido dei giovani oggi, perché hanno il diritto di un domani dove la speranza possa fiorire, dove l'attenzione alla persona non viene mai meno, dove i poveri vanno considerati come protagonisti con le potenzialità nascoste che hanno. Accetto con grande onore, nel nome della Famiglia Salesiana, della congregazione e della comunità di Vallecrosia, la cittadinanza e accetto ancora con più piacere il simbolo della chiave. Voi mi date la chiave ma da 150 anni voi ci avete dato il cuore. Guardiamo avanti con speranza e ottimismo".

"Siamo una provincia di confine, abituata al confronto con gli altri, che è stata protagonista della prima immigrazione interna e che ha aperto agli altri prima di tante altre località" - interviene il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola - "Se in questa terra sappiamo pescare lo dobbiamo all'immigrazione dei siciliani che sono venuti su, se la terra dei fiori è stata coltivata lo dobbiamo ai calabresi e agli abruzzesi. E' stata una prima terra che ha abituato a stare insieme con tutte le difficoltà che ne conseguono, quindi, siamo lieti che questa terra abbia avuto sempre un'attenzione significativa da parte della Congregazione dei Salesiani. Sono diverse le presenze qualificate che hanno insegnato un po' a tutti noi l'educazione nello stare insieme, l'educazione con la giusta comprensione ma la dovuta severità per far crescere al meglio le nuove generazioni. A Vallecrosia c'è stato un insediamento tra i più importanti e significativi della terra ligure e, quindi, siamo lieti di avere un'occasione come quella di oggi nel riconoscere l'importanza della presenza della congregazione salesiana in un anniversario, quello dei 150 anni, fatta in modo inusuale. Siamo entrati in un consiglio comunale facendoci il segno della croce, abbiamo sentito l'appello del consiglio comunale con un po' di imbarazzo dando le spalle al Santissimo, che è stato spostato, e, perciò, ce lo ricorderemo tutti. Dobbiamo conoscere per vivere ma nei tempi complicati in cui viviamo dobbiamo conoscere, sapere e approfondire ancora di più per riuscire a capire che nella bellezza del nostro creato si può stare se abbiamo la capacità di stare insieme e di capirci gli uni con gli altri".

"C'è una grande rappresentanza di Regione Liguria" - sottolinea l'assessore regionale Marco Scajola presente insieme ai consiglieri regionali Veronica Russo, Armando Biasi, Walter Sorriento, Chiara Cerri ed Enrico Ioculano - "Faccio tutte le nostre congratulazioni a don Fabio Attard. Complimenti anche al sindaco Perri e a tutta l'Amministrazione comunale per questa importante iniziativa. I Salesiani e il Cnos rappresentano una storia straordinaria. Ho avuto modo, nella mia attività, di visitare le vostre realtà e ho visto quello che avete fatto e continuate a fare. Mi ha sempre colpito che voi andate a intercettare quei giovani che altrimenti rischiamo di perdere perché noi pensiamo alle prospettive e a stare insieme, però, dobbiamo includere tutti sennò rischiamo che qualcuno rimanga indietro ed è difficile includere tutti ma il vostro prezioso lavoro ci permette di farlo. Per Regione Liguria avere un riferimento come voi per quanto riguarda il recupero dei giovani e l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è qualcosa di eccezionale. Viviamo in un momento così difficile che dobbiamo dare speranza ai giovani, perché rischiano di perderla proprio per il brutto esempio che stiamo dando. Grazie a Don Bosco, grazie alla chiesa, grazie a voi e a quello che ci insegnate, anche a noi piccoli e modesti amministratori, credo che qualcosa di buono si possa fare".

"Ringrazio il sindaco Perri che ha saputo esprimere un messaggio di amore e passione dei vallecrosini nei confronti del vostro istituto" - mette in risalto il senatore Gianni Berrino - "Essere umili è molto difficile e ci vuole più coraggio che ad essere prepotenti però è la chiave di volta per conquistare chi ha bisogno di fiducia e di speranza. Voglio ringraziare la congregazione salesiana per aver continuato a credere in Vallecrosia e nella Liguria, dove è molto presente, continuando a fare quello che ha sempre fatto, senza adeguarsi ai tempi come filosofia di pensiero ma adeguandosi ai tempi per quanto riguarda l'attrattività verso i giovani. Ringrazio Vallecrosia per aver continuato in questi 150 anni ad esservi vicina. Oggi abbiamo un senso profondo di riconoscenza di questo territorio che va aldilà della stretta presenza geografica a Vallecrosia perché si estende oltre il vostro fare e la capacità dei cittadini di Vallecrosia, rappresentati dal sindaco Perri, di avervi voluto bene e di essere felici di essere qua. Forse Vallecrosia sarebbe differente senza la vostra presenza ultracentenaria".

"Grazie per queste due giornate meravigliose che ho trascorso, giornate di semplicità vissute con una persona che ho riscoperto essere alla mano e umile" - aggiunge il viceprefetto Anna De Paola - "Ringrazio don Fabio Attard per i suoi insegnamenti, mi ha colpito molto il discorso che ha fatto ieri a questi meravigliosi ragazzi che invita loro e pure noi adulti a non dimenticare ad avere uno sguardo indietro a chi è in difficoltà e che ha bisogno di noi. Per me è stato un piacere e un onore stare con voi in questi due giorni".

"Ho visto tanto affetto in questa bella cittadina per Don Bosco" - dichiara don Simone, parroco della parrocchia di Maria Ausiliatrice - "Ho visto mettere in atto il volontariato, tante persone che si sono messe in gioco mettendosi a servizio. Bisogna essere umili perché noi crediamo veramente che il Signore possa fare tante cose se non ci mettiamo noi al primo posto al servizio di colui che poi plasma i cuori e la nostra mente".

"Porto il saluto fraterno di tutta l'Ispettoria Salesiana" - afferma l'ispettore Roberto Colameo - "Vallecrosia per noi è l'ultima casa, però, sono sempre felice di venire qui. Noi salesiani senza i giovani e senza i laici siamo il nulla. Dobbiamo crescere, quindi, in questa condivisione, in questa comunione e in questa responsabilità perché oggi qui ci siamo ma in altre realtà della Liguria alcune nostre presenze sono state affidate ai laici. Questo significa che i salesiani hanno lavorato bene ma nello stesso tempo non ci sono salesiani. La riscoperta di questa originaria peculiarità di Don Bosco ci porta a dire 'grazie' a voi. Noi dobbiamo crescere ed educare i nostri giovani come buoni cristiani, onesti cittadini e felici abitatori del cielo".

"Non mi è mai capitato di parlare in un contesto di un consiglio comunale" - dichiara il vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta - "Penso che oggi e in questi giorni in cui viviamo diversi appuntamenti commemorativi della venuta di Don Bosco a Vallecrosia sia davvero una speciale opportunità per tutti di rivivere questi momenti. Questi 150 anni per la nostra chiesa sono davvero uno scrigno di tanti doni incalcolabili e inestimabili. Soltanto il Signore sa tutto il bene che il seme che Don Bosco è venuto a piantare nella nostra terra ha prodotto nel cuore delle persone, nella chiesa e nella società civile. Don Bosco è venuto qui soltanto perché chiamato, quindi all'insegna della più pura gratuità e, da quel giorno, la grande famiglia salesiana ha continuato questo stile, a sentirsi a casa e a operare in completa gratuità per il bene di tutti e soprattutto dei giovani. Condivido il valore dell'umiltà che proverei ad accostare alla fragilità, che sta nell'avventura delle persone. Per quanto riguarda il mondo dei giovani non è una fragilità dovuta da un limite ma è dovuta alla stagione, tanto bella quanto delicata. E' questo che la rende fragile e rende preziosa l'opera di Don Bosco e dei Salesiani. La coralità di questo evento dice quanto è per noi preziosa quest'opera".

Alla conclusione della cerimonia hanno poi preso il via giochi, spettacoli e intrattenimento. L'8 marzo alle 11 verrà, infine, celebrata la santa messa solenne presieduta da don Fabio Attard.

Elisa Colli

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