/ Eventi

Eventi | 04 marzo 2026, 07:59

Festival di Sanremo, opportunità irrinunciabile o problema strutturale? Un dibattito necessario oltre slogan e tifoserie

Sviluppo, immagine e ricchezza diffusa da un lato; criticità urbane, disuguaglianze e domande politiche dall’altro: l’analisi di Renato Bergonzi

Festival di Sanremo, opportunità irrinunciabile o problema strutturale? Un dibattito necessario oltre slogan e tifoserie

Il dibattito sul Festival di Sanremo ritorna puntuale ogni anno e, come spesso accade, sembra già scritto. «La risposta sembra scontata, almeno per la maggior parte dei cittadini sanremesi», osserva Renato Bergonzi, ex dirigente del Comune di Sanremo, «anche se rimane una piccola percentuale di persone che il Festival non lo digeriscono proprio e che si fanno sentire soprattutto sui social». Eppure, ridurre la questione a una contrapposizione tra favorevoli e contrari sarebbe un errore. Perché se è vero che il Festival rappresenta una straordinaria opportunità economica, è altrettanto vero che «non sottovalutare le critiche di coloro che si dichiarano contrari all’evento» è un esercizio di responsabilità amministrativa e politica.

I numeri dell’opportunità

«A sostegno della tesi che vede il Festival come opportunità si possono evidenziare alcuni dati economici chiari e incontrovertibili». Il Festival «porta ricchezza alla città che lo ospita, ai comuni limitrofi e al sistema Italia». La RAI incassa circa «70 milioni di pubblicità», le case discografiche «prendono ossigeno» e i media «riempiono i palinsesti per almeno un mese». Per il Comune i benefici sono molteplici: «circa sette milioni è l’incasso che la RAI verserà al Comune», a cui si aggiungono tassa di soggiorno, occupazione del suolo pubblico, parcheggi pieni e strutture ricettive sold out. «Il Casinò fa il pieno di clienti e di euro, trasformandosi in un’azienda sana che marcia senza il contributo del Comune». L’impatto occupazionale non è secondario: «più di mille persone» nella forza lavoro stabile, a cui si affiancano lavoratori temporanei. «Un’economia che prende ossigeno e fa bene al sistema Paese».

Le criticità che restano

Liquidare tutto con una battuta – «sono sempre i soliti scontenti»«non aiuta a individuare e analizzare alcune criticità che naturalmente restano appiccicate a un grande evento». Le più citate sono tre. La prima riguarda la vivibilità: «la città diventa invivibile e impraticabile anche per i mezzi a due ruote». L’Amministrazione ha sperimentato soluzioni come «un differente posizionamento dei varchi di controllo» e «la tanto criticata proposta di utilizzo della pista ciclabile dalle ore 16 alle ore 2». Ma la domanda resta aperta: «Queste soluzioni hanno funzionato? Possono essere migliorate?». Bergonzi invita a «ragionare con le orecchie tese», valutando proposte dal territorio: «utilizzare i mezzi RT? I trenini panoramici?» e, soprattutto, chiedendosi se «la città potrà reggere in futuro a un ulteriore aumento di persone».

La seconda criticità è forse la più delicata: «la ricchezza che produce il Festival si distribuisce tra i soliti noti». «Le periferie lo soffrono questo Festival e ne traggono pochi vantaggi». Da qui la necessità di «porre una grande attenzione» e di interrogarsi su possibili rimedi: coinvolgimento diretto, «forme di ristoro economico» per le attività penalizzate, o «investire una grande parte degli incassi proprio nelle periferie». La terza critica, «dal sapore più politico», riguarda l’idea del Festival come «mezzo di distrazione di massa». Bergonzi risponde con una provocazione culturale, invitando alla lettura di Gianni Brera, Osvaldo Soriano, Luis Sepúlveda o Maurizio De Giovanni: «Grandi scrittori che hanno amato lo sport popolare, cogliendone lo spirito più genuino». Perché «la qualità è bellezza e a quella nessuno vuole rinunciare».

Il Festival, dunque, non è solo una festa né solo un problema. È un patrimonio che genera ricchezza e insieme una sfida che chiede ascolto, equilibrio e visione. Ignorare una delle due facce significherebbe tradirne il senso più profondo.

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium