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Attualità | 27 febbraio 2026, 14:29

Taglio delle radici dei ficus ai Giardini Regina Elena: la Soprintendenza chiede verifiche urgenti al Comune

Dopo la segnalazione di Andrea Chiarini, sopralluogo tecnico richiesto per accertare eventuali danni

Taglio delle radici dei ficus ai Giardini Regina Elena: la Soprintendenza chiede verifiche urgenti al Comune

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, organo periferico del Ministero della Cultura, interviene ufficialmente sul presunto danneggiamento dell’apparato radicale di alcuni ficus nei Giardini Regina Elena di Sanremo. Arriva in risposta a una segnalazione formale presentata da Andrea Chiarini, corredata da documentazione fotografica, relativa ai lavori in corso in prossimità delle alberature storiche dell’area. Pur precisando che l’esemplare segnalato non rientra nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Liguria, la Soprintendenza riconosce l’elevato valore storico-paesaggistico dei ficus presenti, molti dei quali risalenti ai primi decenni del Novecento.

Nel documento ufficiale si legge che “si ritiene necessario verificare i lavori in corso” e viene pertanto richiesto al Comune di Sanremo, in qualità di amministrazione procedente, di inviare con urgenza un tecnico competente sul posto. L’obiettivo è accertare le modalità esecutive delle lavorazioni, la possibile compromissione dell’apparato radicale e adottare misure cautelative immediate per evitare ulteriori danni. Sotto il profilo tecnico, la Soprintendenza sottolinea l’indispensabilità di una verifica specialistica, da parte di un agronomo, dottore forestale o arboricoltore certificato, con la redazione di una relazione dettagliata sugli effetti degli interventi sulla stabilità e vitalità degli esemplari. Tale relazione dovrà essere trasmessa agli uffici ministeriali per le valutazioni di competenza.

In parallelo, Chiarini ha annunciato di essere in attesa di un riscontro anche da parte dei Carabinieri Forestali, mentre il clima attorno alla vicenda resta teso. “Siamo a un punto di non ritorno”, è il commento che accompagna l’invio della PEC al Comune.

Carlo Alessi

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