Flash mob dei giornalisti davanti al Teatro Ariston di Sanremo, dove la Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) ha portato in piazza la protesta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto dal 1° aprile 2016. La manifestazione, organizzata in via Goffredo Mameli, ha riunito giornalisti dipendenti, autonomi e collaboratori per denunciare dieci anni di mancato rinnovo e il progressivo impoverimento della professione.
Al centro della mobilitazione, il duro stallo con gli editori della Fieg, che hanno continuato a respingere le richieste di adeguamento salariale avanzate dal sindacato, proponendo aumenti giudicati inaccettabili — circa 150 euro lordi in tre anni — oppure subordinandoli alla revisione di istituti contrattuali come ferie e permessi straordinari. Alla manifestazone hanno partecipato, oltre alla capofila Alessandra Costante della Fnsi, anche il presidente dell'Ordine ligure dei giornalisti Tommaso Fregatti e il presidente dell'Associazione giornalisti liguri Milena Arnaldi, affiancata dal segretario Matteo Dell'Antico, oltre a diversi esponenti della stampa locale.
"Il vuoto che lasciano dieci anni senza contratto è praticamente incolmabile - afferma Alessandra Costante - Le retribuzioni dei contrattualizzati Fieg hanno perso circa il 20% e non c'è neanche l'equo compenso per i liberi lavoratori e le partite iva, creando un'incertezza enorme nella professione. Noi siamo al tavolo per lavorare su un rinnovo e chiediamo alla Fieg non solo di risedersi al tavolo del contratto, ma anche di colmare il vuoto lasciato e ridiscutere un contratto che va rivisto in toto: pensiamo solo all'intelligenza artificiale che oggi esiste ed è tra noi, di cui bisogna regolamentare l'uso".
Secondo la Fnsi, dopo un decennio senza rinnovo contrattuale, la priorità resta il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, stimato attorno al 20% degli stipendi. Solo a partire da questo ristoro, sostiene il sindacato, sarà possibile negoziare un nuovo contratto che tenga conto delle profonde trasformazioni delle redazioni, tra pressione sull’uso dell’intelligenza artificiale e sfruttamento dei contenuti da parte delle piattaforme digitali.
Critiche anche sul fronte del lavoro autonomo: gli editori, denuncia la Federazione, avrebbero tentato di ridurre ulteriormente i compensi di collaboratori coordinati e continuativi e partite IVA, arrivando a proporre 17 euro ad articolo, meno dei circa 20 euro del 2014.
Per sensibilizzare sull'argomento è stata lanciata anche una canzone a tema, ascoltabile dal canale facebook della Fnsi.
























