“Le dichiarazioni del consigliere comunale di Ventimiglia Roberto Parodi, rischiano di ridurre un disagio quotidiano a una semplice parentesi legata alla Festa dei Citrons. Ma chi attraversa ogni giorno il confine sa bene che non si è trattato di un fatto isolato”. Ad intervenire sull’argomento è l’associazione ‘Ventimiglia Futura’ che spiega: “Il semaforo di Garavan rimasto acceso e poi messo in modalità lampeggiante non è la dimostrazione che ‘le misure funzionano’, bensì il contrario: è la prova che il sistema necessita di continue correzioni in corsa. Un piano viario davvero efficace dovrebbe prevenire criticità, non rincorrerle. Se l’accensione straordinaria del semaforo si è resa necessaria per garantire il transito in sicurezza degli autobus diretti in Francia, significa che la gestione ordinaria dei flussi non è in grado di assorbire situazioni anche solo leggermente diverse dalla normalità.
Parlare di ‘episodicità’ non tiene conto di un dato evidente: la viabilità in quell’area è fragile per sua natura. Tra passaggi a livello, strettoie, flussi misti tra residenti, frontalieri e mezzi pesanti, basta un piccolo aumento di traffico per generare rallentamenti a catena. È un problema strutturale, non occasionale.
Ancora più debole appare l’argomentazione secondo cui ‘bastava seguire le indicazioni’ per utilizzare la strada alternativa che scende da Boulevard de Garavan verso Avenue Blasco Ibanez. Se quella via è rimasta ‘praticamente deserta’, la questione non può essere liquidata con un richiamo al rispetto dei cartelli. In condizioni di traffico intenso, con tempi stretti e colonne già formate, le scelte degli automobilisti non si modificano semplicemente con un’indicazione posizionata dopo la frontiera. Servono comunicazione preventiva, pannelli a messaggio variabile, coordinamento con le autorità francesi e una pianificazione che distribuisca i flussi in modo automatico e intuitivo.
Dire che ‘chi ha usato quella strada ci ha messo tre minuti’ non è la prova che il sistema funziona, ma che manca una gestione efficace dell’instradamento. Se una soluzione esiste ma non viene utilizzata, significa che il meccanismo non è stato progettato per essere realmente funzionale nella pratica.
I frontalieri non chiedono privilegi, ma certezze: tempi prevedibili, percorsi chiari, organizzazione stabile. Ogni ritardo incide su lavoro, turni, permessi e retribuzioni. Minimizzare il disagio con dichiarazioni rassicuranti rischia di alimentare ulteriore malcontento.
Se davvero si vuole dimostrare che le misure adottate sono efficaci, lo si faccia con dati concreti: rilevazioni sui tempi medi di attraversamento prima e dopo le modifiche, monitoraggi nelle ore di punta, confronto pubblico con le categorie interessate. Senza numeri e senza ascolto, parlare di ‘misure che funzionano’ resta un’affermazione politica, non una constatazione oggettiva” conclude l'associazione intemelia.
In Breve
lunedì 23 febbraio
domenica 22 febbraio
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Attualità
Attualità














