Il concorso recentemente concluso da Riviera Trasporti Spa, società partecipata anche dal Comune di Imperia, finisce al centro di un duro esposto inviato a numerose autorità giudiziarie e amministrative. A sollevare il caso è Dario Venturi, rappresentante del sindacato USI 1912, che chiede l’annullamento della graduatoria e l’esclusione del vincitore, Andrea Landolfi, ritenuto inconferibile ai sensi dell’articolo 7 del Decreto legislativo 39 del 2013.
Secondo quanto riportato nell’esposto, Landolfi — consigliere comunale — non avrebbe rispettato il periodo di due anni di “raffreddamento” richiesto dalla normativa per poter assumere incarichi dirigenziali in enti privati a controllo pubblico. Un requisito che, sempre secondo il sindacato, avrebbe imposto le dimissioni dall’incarico politico almeno due anni prima della partecipazione al concorso. Venturi sostiene di aver segnalato la questione già mesi fa, arrivando persino a prevedere l’esito della selezione. Ora chiede formalmente al Consiglio di amministrazione di Riviera Trasporti di dichiarare l’inconferibilità del candidato e procedere alla sua estromissione dalla graduatoria, sottolineando che l’inconferibilità non è sanabile, a differenza dell’incompatibilità.
Nel documento viene ricordato come la normativa vieti il conferimento di incarichi dirigenziali — soprattutto quelli con ruoli gestionali e di coordinamento — a soggetti che abbiano ricoperto incarichi politici nei due anni precedenti, nei Comuni con più di 15 mila abitanti, come Imperia. Una posizione, ribadisce l’esposto, già chiarita anche dall’ANAC, che ha più volte richiamato l’attenzione sulle situazioni di rischio nelle posizioni apicali. Il sindacato diffida formalmente la società e il suo CDA, avvertendo che in assenza di provvedimenti verranno segnalate le presunte omissioni al Responsabile della prevenzione della corruzione e impugnati gli atti. Venturi annuncia inoltre di stare preparando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Infine, l’esposto denuncia il danno all’immagine della pubblica amministrazione che deriverebbe da una gestione non trasparente delle società partecipate e chiede alle autorità competenti di avviare accessi agli atti e verifiche su eventuali profili penali, amministrativi ed erariali.














