Il marchio Sanremo torna al centro dell’attenzione, questa volta per un utilizzo improprio che, secondo l’amministrazione comunale, rischia di danneggiare l’immagine della città e di illudere giovani artisti e operatori. A denunciarlo pubblicamente, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Villaggio del Festival, sono stati il sindaco Alessandro Mager e l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, intervenuti per fare chiarezza su una serie di iniziative che nulla hanno a che vedere con il Festival della Canzone Italiana e con il Comune.
Il primo cittadino ha spiegato come l’uso del nome Sanremo sia ormai diventato un fenomeno diffuso e difficile da controllare, soprattutto quando avviene al di fuori dei confini cittadini o nazionali. “Ci sono manifestazioni che non hanno nulla a che vedere con il Festival e che non sono in alcun modo autorizzate da noi – ha sottolineato Mager –. Capisco che tutelare il marchio sia una battaglia complessa. Basta guardare all’estero: ci siamo accorti, ad esempio, che in Nuova Zelanda vengono prodotti spaghetti che si chiamano Sanremo, con una diffusione amplissima in tutto il mercato asiatico. Il nome della nostra città è veramente inflazionato e tutelarlo non è semplice”.
Un problema che, però, in questi giorni assume contorni ancora più delicati perché riguarda iniziative che si presentano come eventi collaterali al Festival, senza esserlo. “Qui ci preoccupiamo di quello che sta succedendo adesso – ha aggiunto il sindaco – perché sono azioni che vengono fatte alle spalle del Comune e che creano confusione, soprattutto tra chi pensa di partecipare a qualcosa di ufficiale”.
A entrare nel dettaglio è stato l’assessore Sindoni, che ha chiarito il lavoro svolto dall’amministrazione per valorizzare e certificare gli eventi realmente collegati alla manifestazione canora. “Proprio per valorizzare gli eventi che hanno il patrocinio del Comune e che sono davvero collaterali al Festival, da due anni abbiamo deciso di inserirli ufficialmente nel patrimonio delle iniziative di questo periodo”, ha spiegato. Una scelta fatta, ha ribadito, anche per tutelare operatori, artisti e pubblico.
È in questo contesto che sarebbero emerse alcune situazioni definite particolarmente gravi. “Stamattina si sono verificate due situazioni in cui non solo c’è chi cerca di speculare, ma anche di truffare le persone utilizzando il marchio Sanremo – ha denunciato Sindoni –. Parliamo di presunti concorsi canori che, di fatto, non ci saranno. Giovani aspiranti artisti vengono contattati e illusi da queste iniziative truffaldine”. Per questo motivo, l’assessore ha annunciato l’intenzione di procedere immediatamente: “Credo che già oggi segnaleremo almeno uno di questi casi alle autorità competenti”.
Il messaggio lanciato dall’amministrazione è chiaro: il nome Sanremo e il Festival rappresentano un patrimonio culturale, economico e simbolico che va protetto, soprattutto in un periodo in cui l’attenzione mediatica è massima. Da Palazzo Bellevue invitano artisti, operatori e cittadini a verificare sempre l’ufficialità degli eventi, affidandosi esclusivamente ai canali istituzionali del Comune e del Festival, per evitare di cadere in iniziative non autorizzate o, peggio, ingannevoli.














