C’è un filo che lega passato e futuro del Casinò di Sanremo al Festival di Sanremo. Un filo celebrato il 29 gennaio, data simbolo in cui è stato festeggiato il compleanno della manifestazione canora, nata proprio nelle sale del Casinò nel 1951, e destinato a rafforzarsi ulteriormente nell’edizione 2026, quando il Casinò tornerà protagonista, seppur sotto nuove vesti, ospitando il Dopofestival.
La ricorrenza di ieri ha rappresentato molto più di una celebrazione storica: è stata l’occasione per riaffermare il ruolo del Casinò come luogo fondativo del Festival e come spazio culturale ancora capace di dialogare con la kermesse più importante della musica italiana. Per oltre venticinque anni, fino al 1976, il Festival ha vissuto all’interno del Casinò, prima del trasferimento al Teatro Ariston. Un’eredità che oggi torna ad essere valorizzata. Il ritorno del Casinò al centro della settimana sanremese è stato sottolineato anche dal sindaco Alessandro Mager, che ha evidenziato come la presenza del Dopofestival nel 2026 rappresenti un passaggio significativo in termini di visibilità e di rilancio del Casinò durante la kermesse canora. Un segnale che va nella direzione di una maggiore integrazione tra i luoghi simbolo della città e l’evento che ogni anno catalizza l’attenzione nazionale e internazionale.
Non si tratta, però, di un ritorno isolato. Il Casinò di Sanremo è già stato parte attiva del percorso festivaliero più recente, avendo ospitato anche la finale di Sanremo Giovani, confermandosi come spazio capace di accogliere eventi legati al presente e al futuro della musica italiana, oltre che alla sua storia. Tra memoria e prospettiva, il Casinò torna così a ritagliarsi un ruolo centrale nel racconto del Festival. Dal luogo in cui tutto ebbe inizio nel 1951, alla nuova funzione che assumerà nel 2026 con il Dopofestival, Sanremo riscopre uno dei suoi simboli più forti, restituendogli visibilità e centralità durante i giorni in cui la città diventa, ancora una volta, il cuore della musica italiana.














