Il fenomeno migratorio a Ventimiglia non ha più i contorni dell’emergenza strutturale che ha segnato gli anni passati, ma continua a rappresentare una realtà complessa che richiede attenzione politica e interventi mirati sul piano dell’assistenza. È questo il quadro emerso dal dibattito svoltosi oggi in Consiglio regionale, in occasione della discussione dell’ordine del giorno n. 284.
Il documento, presentato da Selena Candia (Alleanza Verdi e Sinistra), è stato respinto con 17 voti contrari e 13 favorevoli. L’ordine del giorno impegnava la Giunta regionale a promuovere un’interlocuzione con il Governo per valutare la riapertura di un Centro di prima accoglienza nel territorio di Ventimiglia, a destinare risorse regionali straordinarie al Comune e ad ATS Liguria – Area 1 Imperiese per il rafforzamento dei servizi sociosanitari rivolti alla popolazione migrante, e a sostenere un approccio integrato che includesse anche il potenziamento dei servizi di salute mentale, di cura delle dipendenze e di assistenza sanitaria di base.
Tra le proposte figuravano inoltre l’istituzione di un punto informativo presso la stazione ferroviaria e l’impegno della Giunta a riferire periodicamente al Consiglio regionale e alle Commissioni competenti sullo stato di avanzamento degli interventi. A motivare il parere contrario dell’esecutivo regionale è stato l’assessore all’Immigrazione Paolo Ripamonti, che ha sottolineato come la Giunta abbia già avviato specifici progetti per affrontare la situazione dei migranti sul territorio, ritenendo quindi non necessario accogliere le ulteriori richieste contenute nell’ordine del giorno. Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere Enrico Ioculano (Pd), che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia. Se è vero che oggi i flussi sono meno intensi rispetto al passato, Ventimiglia resta un punto di transito sensibile, dove si intrecciano fragilità sociali, bisogni sanitari e questioni di ordine pubblico.
Il confronto in aula ha messo in evidenza una valutazione condivisa almeno sul piano dei fatti: il fenomeno non ha più le dimensioni emergenziali di alcuni anni fa, ma continua a esistere e a produrre effetti sul territorio. Proprio per questo, secondo le opposizioni, sarebbe necessario mantenere alta l’attenzione istituzionale, lavorando in modo coordinato tra Regione, enti locali e Governo, sia sul fronte politico sia su quello dell’assistenza, per evitare che le criticità si ripresentino in forme nuove o meno visibili, ma non per questo meno rilevanti.














