Ancora una volta il PD non perde occasione per evitare di cadere nel ridicolo. Attaccare il Gen. Vannacci con
l’accusa secondo cui “dimentica di essere al governo” è un trucco retorico vecchio: serve a cancellare anni di
errori accumulati da chi ha governato prima. È un modo per ripulirsi la coscienza puntando il dito su chi oggi
ha il coraggio di dire apertamente ciò che altri hanno nascosto per decenni.
La verità è che i problemi elencati non sono spuntati dal nulla. Sono l’eredità pesante di governi che hanno
volutamente chiuso gli occhi; Anni di aperture indiscriminate a chiunque volesse entrare in Italia in modo
clandestino pur di garantirsi possibili voti futuri, così come la benedizione della saldatura islamico-centri
sociali e l’accettazione di una sistematica depauperazione delle nostre tradizioni; la negazione costante di
una innegabile correlazione tra delinquenza e immigrazione non controllata, la demonizzazione di tutto
quello che è ordine, sicurezza, rispetto delle Leggi. Queste sono le cause principali della tragica situazione
attuale che cercano di attribuire ad altri
E ora gli stessi che hanno creato il disastro pretendono pure di dare lezioni di coerenza. Attribuire tutto a chi
oggi li denuncia è vile. È come consegnare un edificio già lesionato e poi accusare l’inquilino successivo
perché vede le crepe. E’ un insulto alla intelligenza degli italiani.
Questa critica non smaschera nulla. Smaschera solo la paura di assumersi le proprie responsabilità. Ma per
fare questo bisognerebbe avere un minimo di dignità; dignità sepolta da odio ideologico, pregiudiziale da
parte di chi non ha nulla da proporre e come al solito pensa solo a distruggere, convinto che nel fango
creato possa pescare qualcosa pro domo sua.














