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Attualità | 17 gennaio 2026, 18:56

Sanremo, il Comitato PAT denuncia abbattimenti e capitozzature: "Alberi mutilati senza adeguati controlli" (foto)

L’associazione segnala casi in tutta la città, chiede verifiche più rigorose e il coinvolgimento dell’agronomo comunale: "Il paesaggio urbano è un bene collettivo, non può dipendere da perizie di parte"

Cedro in corso Cavallotti come era prima

Cedro in corso Cavallotti come era prima

Il Comitato PAT di Sanremo interviene con una dura presa di posizione sul tema della tutela del verde urbano, denunciando una serie di abbattimenti e capitozzature di grandi alberi ornamentali che, secondo l’associazione, starebbero contribuendo al degrado del paesaggio cittadino.

«Desideriamo informare gli Uffici, il Sindaco e, tramite gli organi di stampa, chiunque abbia a cuore decoro, paesaggio e storia di Sanremo che il degrado della nostra città passa anche per capitozzature e abbattimenti di grandi alberi ornamentali», afferma il Comitato. Nel mirino finiscono in particolare gli interventi richiesti da privati sulla base di perizie di parte, redatte da professionisti incaricati dagli stessi richiedenti e, secondo il PAT, autorizzate «senza contraddittorio».

Il Comitato segnala inoltre un fenomeno ritenuto ancora più grave: l’improvviso seccamento di numerosi alberi, che avrebbe portato al loro abbattimento per ragioni di sicurezza. «Si presume – spiegano – che tali deperimenti siano stati causati da metodi vili e subdoli: iniezioni di sostanze tossiche nei fusti, irrorazioni nell’area radicale, capitozzature ripetute o potature inutili, drastiche e fuori stagione».

L’elenco dei casi citati è lungo e, secondo il PAT, «in triste crescita»: dalla jacaranda eliminata in via San Francesco davanti al Pala Salute agli ultimi pini superstiti dell’ospedale Borea; dalle capitozzature in corso Inglesi ai seccamenti improvvisi registrati in via De Amicis, via Capinera, via Nino Bixio, via Barabino, via Giusti, via Duca degli Abruzzi, Villa delle Magnolie, via Franco Norero, villa Giovanna d’Arco e ancora all’ospedale Borea, per il quale il Comitato riferisce di aver ricevuto documentazione fotografica da sostenitori.

Tra i casi ritenuti ancora recuperabili, il PAT segnala due alberi: una casuarina in villa Giovanna d’Arco, al confine con la stazione, e un cedro in corso Cavallotti, sopra una concessionaria di moto. Proprio quest’ultimo, situato all’inizio di via Franco Norero in area privata, era già stato «mutilato» nel settembre 2024, con il fusto tagliato di netto a circa due metri sotto la punta. A seguito di un esposto ai Carabinieri Forestali, i responsabili erano stati sanzionati «ai sensi dell’articolo 21 lett. 9 dell’importo massimo previsto». Nonostante ciò, il Comitato denuncia che lo stesso albero sarebbe stato nuovamente e «selvaggiamente capitozzato» di recente.

Da qui la richiesta di misure più incisive: «Chiediamo che, in caso di illecito, sia verificata la possibilità di obbligare il ripristino dello stato dei luoghi a spese dei responsabili, con verifiche periodiche fino al completamento del recupero fisiologico ed estetico della pianta». L’obiettivo, spiegano, è evitare che le sanzioni vengano considerate «un costo preventivato nella pratica di rimozione degli alberi scomodi».

Il Comitato sottolinea anche l’impatto ambientale e sociale di questi interventi: «Ai cittadini viene arbitrariamente negato il piacere della vista di quell’albero, senza contare l’aumento della CO₂, la diminuzione dell’ossigeno e dell’ombra».

Infine, l’appello all’amministrazione comunale: «Chiediamo agli Uffici e al Sindaco di considerare la tutela e la sorveglianza del paesaggio urbano una priorità del proprio mandato, inviando sui luoghi di intervento l’agronomo comunale per verificare e collaudare i lavori autorizzati». Una richiesta motivata dalla necessità di evitare che la vita o la morte degli alberi cittadini venga decisa «solo da tecnici di parte, agronomi con incarico da privato», quando invece si tratta di «un bene collettivo che crea il celebre paesaggio di Sanremo».

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