Un nostro lettore di Sanremo, il Dottor L. Kogliodima, ci ha scritto in relazione alla canzone ‘Faccetta nera’, trasmessa ieri al Luna Park di Sanremo:
“Si tratta di una canzone non proprio consona alla città che ha visto ben altre facce nere quali quelle di Louis Armstrong o Wilson Pickett, canzoni di neri ma non di anime nere e che, le anime dei bianchi le hanno elevate a livelli stratosferici. Ora, forse, si sopravvaluta chi ha mandato in onda la canzone ma prima di farlo, meglio avrebbe fatto ad affidarsi alla intelligenza artificiale, aggiungendosi alla numerosa schiera di chi oggi, ultima speranza, spera di sopperire incrementando il proprio quoziente intellettivo, anche se poi dubito che la tecnologia informatica possa stravolgere quella geneticamente determinata, insomma lo scontro a cui siamo chiamati ad assistere è fra la intelligenza artificiale e l'imbecillità naturale e ne vedremo delle belle. A chi ha mandato in onda una canzone di crudo colonialismo e foriera di un dramma storico, esistenziale che in seguito tutto avrebbe travolto, vorrei indicare che vicino al luna park vi sono due emblemi di tale dramma storico oggi distrattamente osservati ma che dovrebbero profondamente fare riflettere e ricordare. Uno è a Pian di Nave: il Monumento dedicato alla Resistenza I Zona Liguria medaglia d'oro al Valore Militare, scultura di Renzo Orvieto di cui ricordo quanto scritto ‘25 Aprile 1945 Eroi senza uniformi - Umili e Fieri- Fanno guerra alle guerre e agli oppressori - Eroi di sempre - poeti ed operai trovano la morte -ad un solo cenno uniti ad un capestro uniti sempre nella Resistenza’. L'altro è negli edifici di fronte, sul marciapiedi e sono le ‘Pietre di Inciampo’ (se non sbaglio 4) indicanti il nome di chi, strappato ai propri affetti ed alla propria vita è stato deportato nei campi di sterminio da chi cantava ‘Faccetta nera’ e promulgava indegne leggi razziste ed in tali campi ha trovato una morte straziante ed incomprensibile senza alcuna pietà ma in nome di una ideologia di sopraffazione perversa. Quando passo mi fermo sempre un attimo a leggere, il mio piede non copre quella targa di ottone, le evito ed il mio passo non inciampa, ma la mia anima cade al pensiero del dramma da loro vissuto e finisco, ogni volta. con l'inciampare nel pensiero e nel ricordo. Un attimo e poi proseguo ma non dimentico ed ancor più non metto tutti sullo stesso piano ed ho ancora la capacità di distinguere fra vittime e carnefici. Il nero non è solo un colore, ancora oggi per molti non è solo un colore ma evidentemente qualcosa di diverso in cui il germe della sopraffazione è immutato. Per me è solo un bel colore della diversità da rispettare ed un angelo negro in un soul di un bianco dalla voce roca riempie il silenzio e porta bellezza. Facce nere ed anime non importa di quale colore siano, l'importante sarebbe un vero senso di appartenenza ad un genere, quello umano, capire gli errori del passato ed elevarsi verso una diversità inclusiva di tutti. Il nero non è solo un colore e le anime non sono tutte nere ma qualcuna non ha purtroppo imparato nulla e sdogana a senso ludico una canzone quasi fosse una canzone qualsiasi ma non lo è mai stata una canzone qualsiasi e qualche altro non commenta come dovrebbe ma sdogana un silenzio compiacente”.











