Telefono, telecomunicazioni, suffragette, dinamite, velocipede e fotografia. Tuffo nel passato nella scuola di Vallecrosia. La palestra dell'istituto comprensivo Andrea Doria è stata, infatti, trasformata in una vera e propria esposizione universale di fine Ottocento: uno straordinario scenario che ha preso vita grazie al progetto "EXPO 1897 - Viaggio nella Seconda Rivoluzione Industriale", realizzato dagli alunni della classe III B della scuola secondaria di primo grado.
I ragazzi si sono calati nei panni dei protagonisti che hanno segnato una delle epoche più rivoluzionarie della storia moderna, dando vita a personaggi e invenzioni che hanno cambiato per sempre il volto della società. "Con passione e accuratezza, gli studenti hanno interpretato figure leggendarie dell'innovazione e del progresso sociale. Antonio Meucci ha raccontato la sua battaglia per il riconoscimento dell'invenzione del telefono mentre Alexander Graham Bell ha presentato le sue scoperte nel campo delle telecomunicazioni" - fanno sapere gli insegnanti - "Non sono mancate le voci del cambiamento sociale: le suffragette hanno rivendicato con forza i diritti delle donne, testimoniando una lotta che avrebbe trasformato la società nei decenni successivi. Alfred Nobel ha illustrato in maniera decisamente 'esplosiva' la scoperta della dinamite e la nascita del prestigioso premio che porta il suo nome".
Le innovazioni nei trasporti hanno avuto un ruolo centrale: dal velocipede, antenato della moderna bicicletta che rappresentava la rivoluzione della mobilità personale, fino al maestoso Titanic, la cui tragica storia è stata rievocata come monito che anche la ricchezza e lo sfarzo sono effimere. Spazio anche alla rivoluzione della comunicazione visiva: la fotografia, che in quegli anni stava diventando sempre più accessibile, ha permesso di catturare e conservare momenti di vita quotidiana e straordinaria, cambiando per sempre il modo di documentare la realtà. "L'esposizione ha dimostrato quanto profondamente i ragazzi si siano immersi nello studio di questo periodo storico. L'accuratezza delle presentazioni, la cura nei dettagli e l'entusiasmo con cui hanno interpretato i loro personaggi hanno reso evidente che questo progetto è andato ben oltre il semplice studio sui libri: è diventato un'esperienza formativa completa, capace di unire storia, scienza, impegno civile e capacità comunicative" - sottolineano gli insegnanti - "Particolarmente significativa è stata la scelta di invitare all'EXPO 1897 i compagni delle altre classi terze, trasformando l'evento in un'occasione di apprendimento reciproco. Questa metodologia peer to peer, in cui gli studenti insegnano ad altri studenti, si è rivelata estremamente efficace: i ragazzi della III B hanno avuto l'opportunità di consolidare le proprie conoscenze spiegandole ai coetanei mentre gli studenti delle altre classi hanno potuto apprendere in modo più diretto e coinvolgente, attraverso il linguaggio e l'entusiasmo dei loro compagni. Attraverso questa iniziativa, la classe III B ha dimostrato come la didattica possa trasformarsi in un'avventura coinvolgente, dove il passato dialoga con il presente e gli studenti diventano veri protagonisti del loro apprendimento".
"Un sentito riconoscimento va ai ragazzi della III B, che si sono lasciati guidare e hanno partecipato con impegno e dedizione a questa proposta didattica. La loro disponibilità a mettersi in gioco ha reso possibile la riuscita di un progetto ambizioso e coinvolgente" - afferma la suola - "Un plauso va anche alle professoresse Paolino, Mazza, Padello, Morgante e a tutti i docenti dell'I.C. A. Doria che, con convinzione ed entusiasmo, nonostante le difficoltà continuano a credere nei nostri studenti coinvolgendoli in prima persona, proponendo una scuola che non si limita alla lezione frontale. Questo approccio, più dinamico e partecipativo, si dimostra particolarmente efficace con i ragazzi contemporanei, che hanno bisogno di toccare con mano, sperimentare, interpretare e vivere ciò che studiano. Un progetto che ha lasciato il segno, non solo nelle menti dei giovani protagonisti ma anche in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistere a questo straordinario viaggio nel tempo, ricordandoci che la scuola può e deve essere un luogo di crescita attiva e appassionata".


















