Taggia è tra i Comuni liguri individuati per contribuire alla stesura delle linee guida del nuovo Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI), uno strumento urbanistico strategico previsto dalla legge regionale 36/1997. La Giunta comunale ha approvato l’adesione all’accordo con la Regione Liguria, che vede coinvolti anche i Comuni di Genova, Savona, La Spezia, Santo Stefano di Magra e Albisola Superiore. L’iniziativa nasce dall’articolo 24 della normativa urbanistica regionale, che prevede che le linee guida del PSI vengano elaborate in collaborazione con una serie di Comuni campione. Il Piano, collegato al più ampio Piano Territoriale Regionale, punta a fissare criteri e modalità per pianificare servizi e infrastrutture in modo coordinato, con attenzione ai fabbisogni locali e all’equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio.
La sperimentazione è partita lo scorso anno con un incontro organizzato da ANCI Liguria, durante il quale i Comuni interessati hanno presentato la loro candidatura. Taggia è stata ammessa insieme agli altri cinque centri liguri, garantendo così una partecipazione ampia e diversificata. L’accordo, sottoscritto ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990, definisce gli impegni reciproci tra Regione e Comuni. Taggia, come gli altri enti coinvolti, parteciperà alle riunioni convocate dalla Regione, fornirà dati e documenti utili per l’analisi dei casi locali e potrà avanzare proposte di integrazione o modifica ai testi. Dal canto suo, la Regione predisporrà le bozze delle linee guida, si occuperà degli aspetti giuridici e procedurali e coordinerà i sopralluoghi e gli incontri mensili di revisione, sia in presenza sia online.
Le attività dovranno concludersi entro un anno dall’approvazione definitiva dell’accordo da parte della Regione, con la possibilità di proroga se necessario. Una volta completato, il documento diventerà il riferimento per tutti i Comuni liguri chiamati a redigere il proprio Piano dei Servizi e delle Infrastrutture. Per Taggia si tratta di un riconoscimento importante, che permetterà al Comune di avere voce in capitolo su un passaggio decisivo per il futuro assetto del territorio. L’inserimento nella sperimentazione, infatti, consente non solo di contribuire alla definizione dei criteri generali, ma anche di portare all’attenzione della Regione le specifiche esigenze locali, rafforzando così la capacità di pianificazione a livello comunale.













