/ Attualità

Attualità | 28 settembre 2025, 07:31

Quattro chiacchiere con un Punteruolo rosso: il colloquio immaginario di Claudio Littardi con l'insetto che uccide le palme

L'ex dirigente del comune di Sanremo "Questa guerra non avrà né vinti né vincitori, proseguirà all’infinito"

Quattro chiacchiere con un Punteruolo rosso: il colloquio immaginario di Claudio Littardi con l'insetto che uccide le palme

Ieri, al termine del solito pomeriggio di lavoro incollato davanti al computer, ho spalancato la finestra che guarda sul giardino. All’improvviso un rumoroso insetto piomba nella stanza e inizia a volteggiare tra i libri e gli scaffali.  Il frullo e il modo di volare mi fanno subito capire che si tratta di un Punteruolo rosso. Maledetto! Sibilo subito... e con lo sguardo cerco un qualche oggetto sottomano per poterlo colpire. Afferro una rivista che è sulla scrivania e inizio la caccia, quando il “maledetto”, dopo un’ampia cabrata si posa improvvisamente sull’angolo della finestra e rimane immobile. Mi fermo anch’io, sorpreso per la facile preda che mi si presenta, così vicina e vulnerabile. Ma, all’improvviso, mi sembra che l’insetto si volti verso di me e mi voglia sussurrare qualcosa.

"Ciao, io ti conosco, sai?  Vorresti uccidermi? Uccidermi come hai fatto con tanti dei miei simili? Mi ricordo quando tu e i tuoi amici ci davate la caccia tutti i giorni? Ci avete sterminati a migliaia…non sei in pensione ormai? Potresti lasciar perdere…perché ancora tanto odio?" Rimango attonito davanti a quella insolita conversazione che si sta prospettando e pian piano abbasso il giornale…certo che vi odio, avete ucciso miglia di palme, avete rovinato bellissimi giardini e distrutto paesaggi interi, come potrei perdonarvelo? Ho ancora vivo il dolore per la morte della gigantesca palma del Cile che aveva piantato il barone Hutter a Villa Parva, un monumento vivente...Provo ancora rabbia per le palme di C.so Imperatrice, del Porto Vecchio e dell’orto botanico dei Giardini Hanbury… Potessi, vi ucciderei tutti!  

L’insetto muove lentamente il suo lungo rostro e continua: è vero, ti capisco, abbiamo ucciso tante palme, ma quanti di noi sono stati sterminati dai vostri intrugli chimici, iniezioni o fatti mangiare vivi da vermi e funghi “vostri collaboratori” biologici?  "Volete il controllo su tutto e sterminate ogni cosa che possa ostacolare il vostro progetto, anche solo estetico… Ma sai cosa ti dico? Non vincere mai questa guerra!  I miei simili sono sopravvissuti rifugiandosi nei tronchi delle palme quando milioni di anni fa hanno perso l’epica guerra dei celi e sono stati sterminati dagli uccelli, i nuovi padroni dell’aria. Ci siamo nascosti nel buio e siamo sopravvissuti quando l’uomo non gattonava ancora sulla terra, e siamo ancora qua. Siamo rimasti nelle buie foreste tropicali della Melanesia per milioni di anni fino a quando, proprio l’uomo, con i suoi progetti agricoli, ci ha portati fuori e siamo arrivati fino a Sanremo. Pensa che abbiamo percorso oltre 10.000 Km. Noi non odiamo le palme, ma è così che vanno le cose nel mondo. Per noi le palme sono fondamentali per vivere, sono la nostra unica fonte di vita. Tu odi l’animale che altri uccidono affiche tu possa nutrirti? Non è la stessa cosa per me? Facciamo tutti parte di un grande progetto, e ognuno ha le sue regole per sopravvivere. Uccidimi pure, ma non cambierai il corso delle cose. Se sono morte così tante palme non è solo colpa nostra! Chi ci ha aperto le porte del mondo? L’uomo, con la sua avidità, ci ha consentito di raggiungere l’Europa partendo dalla lontana Melanesia e in questi giorni, come saprai, siamo arrivati anche in Messico! Nulla ci potrà fermare, tantomeno il tuo odio". 

Rimango a guardare quell’insetto e inizio a riflettere su quelle parole. Il suo lungo e sottile rostro, senza setole, mi faceva capire che è una femmina. Per la prima volta, anziché strappare subito la testa all’insetto catturato, mi soffermo sulla sua originale bellezza… il lucido esoscheletro, i bei colori rosso ferruginoso, le antenne genicolate con l’estremità che sembra un piccolo imbuto, le elitre disegnate con una sottile striatura, le piccole zampe nere. Per la prima volta il Punteruolo rosso mi appariva diverso… è sorprendentemente bello e comincio a riflettere sulle sue parole…abitava la terra milioni di anni prima dell’uomo. La cosa doveva avere un senso, fare parte di un disegno più grande. Forse aveva ragione il piccolo insetto. Nessuno avrebbe vinto questa guerra. Pian piano abbasso il giornale e rimango immobile. L’insetto si sofferma qualche secondo, forse sorpreso per la mia benevolenza, poi si volta e con un battere vorticoso delle ali e, come per salutarmi, si alza in volo verso la finestra e scompare tra le piante del giardino. Sono confuso… non so se ho fatto bene a non schiacciarlo, sicuramente ucciderà qualche altra palma… so solo che questa guerra non avrà né vinti né vincitori, proseguirà all’infinito.

Claudio Littardi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium