Si è aperta ufficialmente la tavola rotonda organizzata dall'Istituto di diritto internazionale di Sanremo che, fino a venerdì 12 settembre, sarà occasione per riaffermare il ruolo centrale del Diritto Internazionale Umanitario nella prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti armati. L'evento riunisce accademici, militari, esperti e studiosi da tutto il mondo per discutere e riflettere sui temi più attuali del diritto umanitario, focalizzandosi sulla protezione delle popolazioni civili e le sfide poste dai nuovi tipi di conflitti e tecnologie.
Tema di questa edizione è “Pace e guerra: la centralità del Diritto Internazionale Umanitario”: una questione particolarmente importante visto il delicato periodo storico che il mondo sta attraversando, con i conflitti attualmente in corso (Russia-Ucraina e Israele-Palestina sono sicuramente i primi che vengono in mente, ma non sono purtroppo i soli in corso). L'evento, ospitato a Villa Ormond, ha visto arrivare persone da ogni parte del mondo, ognuna con la propria lingua, le proprie tradizioni e le proprie idee, ma tutte unite dall'obiettivo di guardare al futuro, un futuro in cui nessun conflitto possa calpestare i diritti delle persone.
"Sanremo ospita con orgoglio la sede dell'istituto umanitario - ha esordito il sindaco di Sanremo Alessandro Mager, il cui intervento ha dato il via alla prima giornata - Siamo fieri dell'operato di questo ente, specie considerando il panorama geopolitico attuale e ci auspichiamo che quanto emergerà in questi giorni nuova le coscienze. Do il benvenuto ai numerosi ospiti presenti. Il vostro contributo è fondamentale per i diritti fondamentali delle persone".
Ha preso poi la parola il presidente dell'istituto, il generale in congedo Giorgio Battisti: "Siamo orgogliosi di dare a tutti voi il benvenuto al tavolo del diritto umanitario. Il nostro obbiettivo è sottolineare l'importanza della dignità umana anche durante i conflitti. Dalla fondazione ci siamo prodigati in questa direzione. La tavola rotonda mira a questa missione, accogliendo figure illustri per un confronto in merito. Esprimo la mia gratitudine per il supporto ricevuto nella preparazione di questa conferenza. Il Comune di Sanremo, la Regione e tutti gli altri attori che hanno contribuito. Vi ringrazio e vi do il benvenuto qui a Sanremo".
Importante anche il contributo di Regione Liguria nella tavola rotonda, con la rappresentanza dell'assessore Marco Scajola: "Credo che tutti stiamo vivendo un periodo estremamente delicato. Il mondo non è mai stato così a rischio dal dopoguerra: l'autoritarismo ha preso forza e stiamo facendo vedere ai nostri giovani esattamente come il mondo non deve essere. Noi guardiamo scene drammatiche senza capire che siamo tutti colpevoli. Mi auguro che i governi mostrino come la politica internazionale deve esserci, mantenendo le proprie idee, ma rispettando quelle degli altri, altrimenti non c'è futuro. Grazie all'istituto per questo confronto, e grazie a Sanremo per gli eventi che ha già organizzato. Da qui un urlo emerge, quello di pace, che è l'obiettivo che tutti noi dobbiamo perseguire, per un futuro migliore".
Dopo i saluti istituzionali, è stato il momento del discorso di Marco Sassoli, professore di diritto internazionale dell'Università di Ginevra, il quale ha avviato un'ampia riflessione su come i rapporti tra le nazioni siano mutati nel corso degli anni, ma che fin dal termine della Seconda guerra mondiale le potenze mondiali si sono poste la questione dell'equo trattamento delle persone durante i conflitti, portando già nel '49 all'istituzione della convenzione di Ginevra, un insieme di quattro trattati internazionali che stabiliscono regole per la protezione delle persone nei conflitti armati. Regolano il trattamento dei feriti e dei malati in guerra, la protezione dei naufraghi, i diritti dei prigionieri di guerra e la tutela dei civili nei territori occupati.
Un qualcosa che, però vedendo i recenti risvolti nei conflitti, sembra starsi perdendo, rendendo ancora più prezioso il contributo fatto dall'Istituto.




























