Una nostra lettrice, Luana, ci ha scritto per esprimere la sua opinione sulla riqualificazione di piazza Eroi a Sanremo:
“Trovo profondamente sbagliata l’ipotesi di modificare il progetto originale della piazza per adattarlo a logiche occasionali (5 giorni di Festival e qualche banco in più durante il mercato bisettimanale?). Una piazza non può essere trasformata solo in funzione di eventi temporanei o esigenze marginali: è un bene comune, un luogo identitario, uno spazio che appartiene ai cittadini tutto l’anno. Ancora più preoccupante è l’idea di sacrificare la fontana prevista nel progetto iniziale. In un periodo segnato da ondate di calore sempre più frequenti, togliere la fontana che offre frescura, vivibilità, incontro è una scelta miope, che contraddice ogni logica di sostenibilità urbana. Le città che guardano al futuro investono in spazi pubblici ombreggiati, accoglienti, a misura di persona, non in piazzali vuoti e spogli. Purtroppo, a Sanremo abbiamo già visto cosa significa svuotare una piazza della sua funzione sociale. Basti pensare a piazza Colombo, dove il progetto portato avanti dall'amministrazione precedente che prevedeva arredi urbani, verde, spazi flessibili, vede oggi un grande spiazzo grigio, utilizzato per il Festival e per qualche evento occasionale. È diventata un vuoto urbano. Le direzioni intraprese in passato dall'amministrazione Biancheri andavano verso una riqualificazione urbana duratura, che mettesse al centro la vivibilità. Oggi, invece, sembra si voglia tornare indietro, sacrificando tutto ad una logica di breve termine. Per questo, i residenti di piazza Eroi che si stanno opponendo a questo stravolgimento hanno il mio totale appoggio. La loro non è una battaglia di quartiere, ma un’azione che riguarda l’intera città, spero attivino una raccolta firme, che si facciano sentire in tutti i modi possibili e non solo loro. Sanremo ha bisogno di piazze pensate per le persone, non di luoghi snaturati e privatizzati nell’uso. Difendere piazza Eroi significa difendere una visione di città viva, giusta e proiettata verso il futuro. Non lasciamola svuotare”.














