La Fondazione Chiappori Onlus di Ventimiglia ricorda Ernesto Chiappori in occasione del 120° anniversario della sua morte. Ospiti, personale, autorità civili regionali, religiose e rappresentanti di associazioni del territorio si sono riuniti ieri pomeriggio nella Rsa di Latte per celebrare il fondatore.
In un incontro, presso la sala ricreativa della Rsa, si è ricordata la vita e la generosità di Ernesto Chiappori. "Non si conoscono molte informazioni su Ernesto Chiappori. Si sa che era figlio di commercianti, ha studiato da avvocato ed è stato presidente del consiglio provinciale della provincia di Genova" - ricorda Nico Martinetto, presidente della Fondazione Chiappori - "Ha fatto testamento, che ha lasciato al trisavolo di Francesca, nel quale ha chiesto di costruire questo ricovero e di essere sepolto nella tomba di famiglia insieme ai genitori. Non aveva fratelli, non aveva familiari prossimi, era figlio unico, non si è mai sposato, non ha avuto eredi e, quindi, ha chiesto a Paolo Biancheri di mandare avanti la sua idea: costruire un ospizio per anziani. Biancheri così fece questa struttura che oggi è una Rsa. Chiappori ha lasciato i terreni e ha cercato i soldi per fare la struttura. Ha, dunque, lavorato una vita per costruire questo".
"La struttura prima di arrivare a riuscire ad occuparsi degli anziani è stata una colonia marina per bambini perché c'era stato un problema con l'impianto fognario che non si riusciva ad aggiustare, è stato un ospedale di guerra durante la Prima Guerra Mondiale e poi è diventata quella che era l'idea del fondatore: una struttura per anziani" - fa sapere Nico Martinetto - "Il giorno della sua morte abbiamo ricordato il nostro fondatore con una cerimonia commemorativa, che si è svolta presso il cimitero cittadino. Oggi, invece, sono previsti un momento di ricordo, una santa messa e un rinfresco. Ringrazio tutti i presenti e coloro che giornalmente si dedicano alla Rsa, in particolare il dottor Antonio Federico".
Per l'occasione erano presenti anche i consiglieri regionali Enrico Ioculano e Veronica Russo ma, nonostante l'invito, non vi era nessun rappresentante del Comune. "Ringrazio il presidente, gli oss, il direttore sanitario e tutti coloro che quotidianamente si prendono cura degli ospiti perché penso che sia fondamentale" - commenta il consigliere regionale Veronica Russo - "Siamo qui per ricordare una persona che ha dato tanto: una struttura di eccellenza. Ha fatto in modo che questa struttura potesse essere realizzata. Nel ricordo c'è anche il fine ultimo che è quello di continuare il solco che aveva lasciato per far sì che queste strutture siano sempre più all'avanguardia, formate e specializzate. Credo che questa struttura sul territorio, in particolare, abbia tutte queste caratteristiche. Un grazie particolare va, non solo per la giornata di oggi e per chi ricordiamo, ma anche per il percorso che viene fatto giornalmente".
"E' una realtà storica e preziosa per la nostra città soprattutto perché nel corso di questi anni ha visto l'impegno di tante persone e tanti amministratori che ci hanno speso tempo" - sottolinea il consigliere regionale Enrico Ioculano - "Tra queste persone vi è suora Ignazia che ci ha messo del suo per la gestione del giardino. Venire qua per chi ha amministrato questa città è anche ricordi di questo genere oltre alla questione dei rinnovi di questa struttura che rimane di riferimento con un servizio efficiente".
"Non si fanno più donazioni. Non c'è più questa cultura" - mette in risalto il direttore sanitario, il dottor Claudio Berlengiero - "L'ultima è stata la signora Trucchi, che ci permette di avere due ospiti a carico del suo lascito. Si è persa questa cultura per cui le strutture fanno fatica. Da una parte c'è una contrazione delle risorse, drammaticamente contratte in sanitarie e sociali, e dall'altra c'è un aumento dei costi per mantenere un livello di qualità. Bisognerebbe avere un fondo nazionale, regionale o provinciale dedicato a questo settore. Questa è una delle strutture più belle che si trova in una zona incantevole".
"Quotidianamente dobbiamo fare la guerra ai costi" - segnala il presidente Nico Martinetto - "Il costo del personale incide notevolmente su quelle che sono le rette mensili. Le famiglie tendono a tenere le persone anziane il più possibile a casa fino a quando si rendono conto che non sono più gestibili perché hanno bisogno di terapie, infermieri e assistenza continua e allora si decidono a portarle in una struttura come la nostra quando ormai sono già a fine vita. Facendo così il numero degli ospiti non è costante nel tempo, restano poco. Un altro problema sono i posti letto, vorremo ampliarne l'offerta, anche quelli convenzionati. A Ventimiglia vi sono 23mila e cinquecento residenti ma tra noi e San Secondo vi sono solo 35 posti letto accreditati con l'Asl, Sanremo, per esempio, che ha 50mila abitanti, ha, però, 320 posti accreditati. Le due cose non sono paragonabili. Questo è un posto in cui si sta bene, si gioca e si sta in compagnia. E' un luogo in cui passare una vecchiaia serena".
"Dal 1 febbraio 2024 abbiamo ripreso in gestione la struttura" - ripercorre il direttore amministrativo, il dottor Mario Orlandi - "Abbiamo dato in appalto a Global Service per poter avere un pochino le redini della situazione. Il primo anno non è stato in positivo, il commercialista ci aveva avvisato che i primi tre anni sarebbero stati di sangue anche perché i pazienti sono cambiati. Una volta erano quasi autosufficienti, ora, invece, sono quasi terminali. C'è una necessità di personale maggiore e più formato dal punto di vista sanitario e socio-sanitario. Abbiamo internalizzato il servizio sia alberghiero che socio-sanitario. Il costo del personale dopo il Covid è aumentato del trenta per cento mentre le rette sono rimaste com'erano anni fa e, perciò, questo scompenso si fa sentire. La cooperativa ci dà una mano. La struttura è bella, ben orientata verso il mare, posizionata in un posto fantastico ma bisogna mettere mano nella ristrutturazione e vorremo diversificare le attività. E' una struttura che potrebbe rivolgersi anche verso la Francia, qualche paziente francese lo abbiamo, ma se ci confrontiamo con le strutture francesi facciamo fatica. Vi sono una serie di necessità, come il poter aumentare i posti letto, sulle quali sarebbe bene confrontarsi con la politica per garantire il servizio alla persona".
"E' un posto a cui sono molto affezionata" - afferma Francesca Biancheri - "Per il poco che posso fare sono molto onorata di poter dare il mio contributo in quanto discendente. Grazie per il lavoro di tutti, anche quello dei volontari che aiutano i 'nonni' quotidianamente".
A seguire, è stata celebrata da don Ferruccio, parroco della parrocchia di Sant'Agostino, una santa messa in suffragio presso la cappella della Rsa. E' seguito, infine, un piccolo rinfresco.














































