Una sfida impegnativa, in cui la componente del dialogo e il confronto tra le parti è alla base di un buon risultato: è questo il diktat che Lucia Artusi, assessore di Sanremo al demanio, alle attività produttive e ai fondi europei, ha seguito durante questi primi mesi di carica.
"Si tratta di deleghe tecniche - commenta Artusi - che sta affrontando un momento complesso. Adesso qualcosa dovrebbe sbloccarsi, considerando che le proroghe da Roma dovrebbero essere terminate, e si dovrebbe poter sbloccare il capitolo concessioni. In questa prima fase con gli uffici abbiamo cercato di capire la direzione il quadro attuale e la direzione da prendere".
Aspetto delicato è quello che riguarda la parte demaniale: "Si parla di titoli da ridiscutere che hanno oltre 50 anni, e anche solo andare a trovare gli originali è lavoro extra per gli uffici. Questo primo periodo è servito per crearsi un metodo così da arrivare nei nostri compiti nel miglior modo possibile, considerando che si parla solo per i mercato di oltre mille gare da preparare e servono tempi tecnici".
Sui fondi europei invece si stanno vedendo sviluppi importanti: "Appena arrivati abbiamo partecipato al fondo per le palestre aperte e ce ne sono altri per cui abbiamo fatto domanda. Soprattutto ho avuto da fare per il progetto del Gect, per il quale siamo vicini alla stesura definitiva dell'atto costitutivo e pensiamo di averlo operativo entro l'inizio del prossimo anno".
Aspetto importante è stato quello del confronto con il territorio e i commercianti, che ha portato a istituire un "tavolo del commercio": "Questo è un sistema molto utile per essere chiari, perché quando ci sono più associazioni di categoria l'equivoco è sempre dietro l'angolo, quindi in questo modo si opera per evitarne. Fondamentalmente è un momento di ascolto per me, in cui le categorie espongono le loro problematiche, così anche da ragionare su soluzioni".
Una delle principali è stata quella legata a Piazza Bresca e alla diatriba tra commercianti e residenti: "Da un lato bisogna tutelare la serenità di chi ci vive, ma anche chi fa impresa, visto che siamo una città che vive di turismo, e le attività come bar e ristoranti da noi sono vere piccole imprese, che danno anche lavoro. Abbiamo fatto alcune riunioni e ne abbiamo altre in programma, e nel corso di queste è stata lanciata l'idea dai commercianti di un sistema di filodiffusione per l'area".
Con questo sistema, si andrebbe a creare un mezzo di diffusione della musica uniforme in tutte le attività, così da evitare picchi di volume, che sono causa del malcontento nell'area. Un'idea che è stata accolta positivamente sia dal comitato dei residenti sia dall'assessore: "Alla prossima riunione dovrebbe venire il tecnico a spiegarci come funzionerà e come sarà gestito. Chiaramente a un certo punto dovranno tutti impegnarsi a venirsi incontro, sia nella soglia di tolleranza dei residenti sia nel non esagerare con la musica da parte dei commercianti. Però la proposta, arrivata proprio dai commercianti, è stata apprezzata da tutti, e mi sento di fare loro un plauso per la maturità e la volontà di lavorare dimostrata, considerando anche il costo del sistema, che va a loro".
Altri incontri svolti sono stati quelli con i balneari nel corso dell'estate, per discutere le questioni riguardanti le concessioni.
"Conoscere le problematiche - conclude Artusi - è fondamentale, così come conoscere le zone in cui si vive. Sono state fatte riunioni con i comitati cittadini per cercare di rilanciare le aree, anche se il Comune in queste cose può fare poco, le attività private non possono essere imposte dal Comune. Anche il piano del commercio non è vincolante a tutto tondo, il commercio è un'attività privata: si può intervenire su questioni di tipo tecnico, ma poi basta".














