Come accaduto per altre pubblicazioni, anche l’emissione della moneta in argento dal valore nominale di 5 euro, dal ministero dell'Economia e delle Finanze e coniata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per celebrare il centenario della nascita di Italo Calvino, diventa un ‘caso’.
L’omaggio a uno degli scrittori italiani più importanti e più amati del secondo Novecento, infatti, oltre a riportare il suo volto, avrebbe dovuto rappresentare la città di Sanremo e, invece, ancora una volta propone quella di Mentone.
Un errore purtroppo classico che ha fatto irritare in molti nella città dei fiori. Su una facciata, oltre al ritratto di Italo Calvino, viene riportato '1923-2023', rispettivamente la data di nascita dello scrittore e la data di emissione della moneta. Dall’altra parte la raffigurazione di una scena tratta dal romanzo 'Il barone rampante' del 1957, con i due protagonisti Cosimo e Violante in primo piano su un profilo della costa ligure, che doveva essere Sanremo e invece non la è.
Il rimbrotto più grande arriva dalla ‘Famija Sanremasca’: “La spiegazione è semplice: a tutti quei presunti intellettuali del mega comitato scientifico per le celebrazioni calviniane che sia a Sanremo che a Roma si autocompiacciono parlando dello scrittore e spendono un sacco di pubblico denaro, a nessuno è venuto in mente di controllare il bozzetto di un'opera duratura nel tempo, forse più importante partecipare agli effimeri convegni e vedere il proprio nome pubblicato negli atti. La panchina no, (è di gusto troppo popolare), ma la moneta con Mentone va bene? Forse che nei gusti dei newyorkesi snob si privilegia la costa azzurra in luogo dell'originaria Riviera ligure? Ed infine, cosa ha fatto o farà il Comune di Sanremo per tutelare sul web l'immagine della città ripetutamente violata anche in iniziative pubbliche come questa? Ciü in là u ghè tapau – termina la ‘Famija’ ma purtroppo anche in questo caso ‘u sgarbu’ è così logoro e vecchio che nessuno sembra avere interesse ad occuparsene”.



















