L’amministrazione con ‘Sanremo in Fiore’ prova a guardare al futuro andando oltre la tradizionale sfilata dei carri fioriti. L’opposizione, invece, non molla la presa e chiede il ritorno all’antico con la manifestazione che ogni anno a inizio marzo richiamava in città decine di migliaia di turisti da tutta Italia.
Il botta e risposta è passato dal consiglio comunale con l’ordine del giorno delle minoranze (approvato il 18 maggio) per chiedere previsioni in vista di un possibile ritorno del Corso Fiorito nel 2024 e, questa mattina, il tema è passato sul tavolo della Terza Commissione consiliare presieduta da Adriana Cutellè. Alla riunione, oltre ai commissari e all’assessore al Turismo Giuseppe Faraldi, al presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande, hanno preso parte anche le associazioni di categoria.
“Perché quest’anno non si sono svolti i carri fioriti? A gennaio abbiamo annunciato ai Comuni l’intenzione di fare la manifestazione, senza dare una data precisa dando anche più tempo per la realizzazione del Corso Fiorito 2023 - ha spiegato l’assessore Faraldi in commissione - a seguito di questa richiesta, invece delle normali 12 o 13 risposte hanno dato la loro adesione solamente 6 Comuni ponendo anche alcune ulteriori difficoltà. Abbiamo quindi richiesto una riunione urgente con tutte le associazioni di categoria, non solo quelle del Tavolo del Turismo, e a fronte di un dibattito era stato approvato all’unanimità di soprassedere sullo svolgimento della manifestazione perché sarebbe stata una decadenza avere solamente 6 carri. Da qui la decisione mia e dell’assessore alla Floricoltura Sara Tonegutti di intraprendere un percorso per non abbandonare l’esposizione del nostro fiore e saltare un altro anno, ma fare una manifestazione che avesse un riscontro importante, da lì è nato il progetto di un Sanremo in Fiore ‘statico’ che potesse realizzarsi in un arco di tempo inferiore e con costi limitati. Ne è uscita una manifestazione molto buona, anche se migliorabile. Ora possiamo o procedere attraverso un evento che abbia caratteristiche diverse oppure tornare al classico Corso Fiorito. La nuova manifestazione di Sanremo in Fiore interessa tutto il tessuto cittadino del centro, sono state sistemate installazioni anche in piazza Cassini o in piazza dei Dolori, non solo sul lungomare. Secondo i miei riscontri i locali commerciali hanno avuto un lavoro importante in un ambito territoriale molto più ampio anche se è ovvio che i locali sul lungomare avranno lavorato di meno rispetto al Corso Fiorito normale. Questa manifestazione ha delle enormi possibilità di miglioramento e ha una incidenza di costi molto inferiore. Il Corso Fiorito costava 400 mila euro per una manifestazione dura 5 o 6 ore, l’evento che abbiamo sviluppato è costata 100 mila euro e può essere sviluppata in maniera importante e gestita per un periodo di tempo molto più lungo, dal giovedì alla domenica. ‘Linea Verde’ è in convenzione con Rai, non è stata fatta per i carri fioriti ma è stata fatta per altri eventi sul territorio. Queste trasmissioni hanno un riscontro ancor più positivo: è stata la trasmissione più vista della domenica con 2 punti di share in più rispetto ai carri fioriti del 2019. Un dato certo: solo nel forte di Santa Tecla sono transitate 8.500 persone certificate”.
La contrapposizione politica è chiara: le opposizioni di centrodestra spingono per il ritorno della sfilata di carri, l’amministrazione e la maggioranza difendono la scelta di puntare sulla nuova versione di ‘Sanremo in Fiore’. Fatta eccezione per il consigliere Ethel Moreno che, dai banchi della maggioranza, si è unita al coro delle opposizioni sostenendo il vecchio format del corso fiorito.
Da parte delle associazioni di categoria le richieste all'amministrazione sono andate nella direzione di una programmazione con debito anticipo, la presentazione di un progetto per 'Sanremo in Fiore' in modo da poterlo condividere e valutare, la conferma di investimenti per far crescere l'evento, la promozione del fiore e il coinvolgimento di tutta la città. Il sentimento generale, comunque, pare evidenziare una certa diffidenza nell'abbandono della tradizionale sfilata di carri fioriti.
A chi ha proposto una sorta di fusione tra vecchio e nuovo format Faraldi ha risposto: “I costi per fare due manifestazioni di questo tipo sono ingestibili, sommati sarebbero impossibili da sostenere, potremmo aumentare il contributo richiesto ai Comuni? Ci verrebbero lo stesso? Garantisco che nessuno vuole diminuire i costi della manifestazione e siamo disponibili a investire. Il budget va pensato in base a cosa si vuole fare. L'idea non è quella di snaturare il concorso, ma di trasformarlo in un concorso di installazioni tematiche, un contest diffuso per tutta la città. Sempre coinvolgendo le associazioni di categoria”.














