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Al Direttore | 11 maggio 2022, 20:44

L'incidente a Ventimiglia, le operazioni, la riabilitazione e la fine dell'incubo: i ringraziamenti di un nostro lettore ai medici del Santa Corona

Igor Cassini in particolare ringrazia il primario Federici e allo staff che lo ha in cura

L'incidente a Ventimiglia, le operazioni, la riabilitazione e la fine dell'incubo: i ringraziamenti di un nostro lettore ai medici del Santa Corona

Il nostro lettore, Igor Cassini, invia alla redazione una lettera per ringraziare il dottor Marcello Federici primario del Santa Corona, dove l'uomo è stato ricoverato in seguito a un brutto incidente avvenuto due anni fa a Ventimiglia.

"Nel corso della propria vita può capitare di dover affidare se stessi alle cure di un medico. Che si tratti di un percorso di cura o di un intervento chirurgico, scrive, il sentimento che si prova al termine del periodo terapeutico è sicuramente di gratitudine. Purtroppo esattamente due anni fa sono stato coinvolto in un bruttissimo incidente stradale in moto, quando all’improvviso un automobilista mi ha tagliato la strada facendomi cadere rovinosamente a terra procurandomi una gravissima frattura che ha richiesto il trasporto d'urgenza al Santa Corona di Pietra Ligure. E ad oggi siamo di nuovo qui, terza ed ultima operazione, forse, è la fine di un incubo!".

"In questo percorso ho avuto la fortuna di incontrare personale medico qualificato, sottolinea, sempre pronto e disposto a dare risposte in modo garbato ed esauriente; sono stati due anni molto complicati, difficile spiegare emozioni e stati d'animo in un semplice post ma scrivo questa lettera spinto da un sincero e profondo sentimento di stima, per il mio 'angelo custode', il dottor Marcello Federici, primario del reparto di traumatologia dell'ospedale di Santa Corona, insieme a suo padre, che rappresenta il perfetto connubio di professionalità e umanità. Quell'umanità solare, carica di energia positiva, l'energia di chi ama il proprio lavoro e lo fa con sguardo attento verso l'altro. Grazie di vero cuore per ciò che sei e per ciò che fai, sei il numero uno. Ovviamente ringrazio anche quel santissimo anestesista, che non mi ha fatto né sentire né vedere nulla! Sei stato stupefacente. Ora una lunga riabilitazione insieme ai fisioterapisti Andrea Zullo e Riccardo Amalberti che mi dovranno sopportare ancora per un po'.

Redazione

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