Seminario di studi oggi pomeriggio al Polo universitario di via Nizza, a partire dalle 15, incentrato sul recentissimo volume del professor Cipriano Cossu, titolare, da molti anni, del corso di Diritto civile II, appunto dedicato alla responsabilità civile, presso il Campus imperiese dal titolo ‘Leggere il danno. Grammatica di un concetto plurale’, (ed. Pacini Giuridica, Pisa).
L’argomento e il simposio di studi lo presenta il professor Mauro Grondona, docente di Diritto civile, coordinatore del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza e delegato del Rettore per il funzionamento del Campus di Imperia.
"Intanto - spiega il cattedratico - verrà presentato, il libro del professor Cossu, interessante sotto diversi profili. Per un verso, è scritto con uno stile piano, di facile lettura, direi anche accattivante, per una certa ironia, che qua e là emerge, e da questo punto di vista è l’ideale per uno studente universitario, infatti, è stato pensato appositamente per gli studenti imperiesi, che sono i primi destinatari del volume. Per altro verso, il volume è notevole per la ricchissima casistica raccolta e commentata dall’autore. Si tratta di commenti sintetici e puntuali, sempre attenti a chiarire al lettore il caso concreto. Del resto, come tutti i giuristi ben sanno, anche gli studenti di Imperia, fin dal primo anno, il caso concreto, cioè il problema, non solo è fondamentale, nel diritto e nel lavoro del giurista, ma è davvero tutto, per il diritto. Senza un caso, senza una fattispecie concreta, come usano dire i giuristi, con un linguaggio un po’ strano per il profano, non ci può nemmeno essere un ragionamento giuridico, che è davvero tale solo quando il ragionamento può esercitarsi su di una situazione reale”.
“Mi fa piacere, poi, dire qualcosa sul contenuto del libro, che è ricchissimo e direi che tocca tutti i più importanti temi della responsabilità civile. Non li posso elencare tutti, ma, ad esempio, il professor Cossu si occupa del danno non patrimoniale, che è senza dubbio l’aspetto più delicato, e in movimento, della responsabilità civile, soprattutto perché la persona, l’essere umano, ciascun individuo, ognuno di noi, è considerato sempre con maggiore attenzione da parte degli ordinamenti giuridici, e la dimensione non patrimoniale, diciamo esistenziale, della persona è in costante espansione. Poi, del danno derivante dalla lesione dell’immagine, del danno derivante dalla lesione della riservatezza, altro tema attualissimo, come tutti noi sappiamo perfettamente, anche per esperienza diretta, vivendo tutti noi in una realtà sociale sempre più telematica, del danno biologico, cioè del danno alla salute, qui, forse, il problema centrale è quello della quantificazione. In Italia manca ancora una ‘tabella nazionale’, cioè un metodo uniforme di quantificazione del danno, cioè un parametro standardizzato e fissato dal legislatore”, spiega Mauro Grondona.
“Non ci possono essere dubbi che elaborare quella che appunto si chiama ‘tabella nazionale’ è un irrinunciabile compito del legislatore, che deve agire proprio per evitare disparità di trattamento, nel momento del risarcimento, che sono senza dubbio contrarie al principio di uguaglianza e anche al principio di solidarietà costituzionale. In assenza di questa tabella nazionale, la nostra giurisprudenza non sempre si muove in modo lineare, come è ovvio, anche se la dottrina fa il possibile per individuare una rotta il più possibile stabile. Ancora, nel libro si parla del danno prodotto dal fumo, del danno, alle cose o alle persone, cagionato da minorenni, e quindi in relazione alla responsabilità dei genitori, anche questo un tema, apparentemente poco interessante o un po’ vecchio, ha, invece una storia notevole, anche in relazione alla sempre maggiore autonomia e libertà dei minori: ma a una maggiore libertà di azione e di comportamento, forse dovrebbe corrispondere una maggiore responsabilità. Tuttavia, se il minore non ha, come è abbastanza ovvio immaginare, un patrimonio suo al quale attingere, come può essere risarcito, concretamente, il danno cagionato?”
“Poi, tornando al nostro seminario, voglio ricordare che saranno svolte numerose relazioni, da parte avvocati, magistrati e universitari. Saranno relazioni che, a partire dai temi oggetto del libro del professor Cossu, si soffermeranno su numerosi aspetti interessanti, dal danno non patrimoniale al danno patrimoniale, a figure particolari di pregiudizi. Del resto, grazie alla grande disponibilità del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Imperia, avvocato Giovanni Maria Ferrando, l’evento è stato accreditato dall’Ordine stesso, e quindi la partecipazione a questo seminario, per gli avvocati, sarà un vero e proprio incontro di formazione. In questo spirito, ovvia e indispensabile la partecipazione del Tribunale di Imperia, nella persona del dottor Alessandro Cento, giudice civile. Ci saranno poi, come dicevo, alcune relazioni di docenti universitari del Polo di Imperia, in quello spirito, se posso usare un’espressione altisonante, di leale collaborazione, in questo caso non tra poteri dello Stato, ma tra quelle componenti del diritto e della giuridicità, tutte e tre indispensabili: l’Università, e quindi la ricerca e la formazione, il Foro, e quindi la consulenza e l’assistenza, e poi la Giurisdizione, e quindi l’accertamento dei fatti e l’attuazione dei diritti delle persone. In un momento in cui la magistratura si trova a essere guardata anche con qualche sospetto, va ribadito con molta nettezza che senza magistratura, senza giudici, senza giurisdizione non ci può essere diritto, cioè non ci può essere un diritto effettivo, un diritto realizzato in concreto, ma il diritto, e soprattutto i diritti rimarrebbero dei ‘diritti di carta’”.
“Sono anche molto lieto -conclude il professor Grondona - che il seminario sia coordinato dall’amico avvocato Gianni Giuliano, presidente della Spu, cioè della Società che gestisce il Campus imperiese, che è persona a cui sta molto a cuore il Polo come struttura e soprattutto come luogo di formazione cultura. Da questo punto di vista, mi fa piacere dire, per concludere che il Campus di Imperia è molto grato al Rettore dell’Università di Genova, professor Federico Delfino, e al sindaco di Imperia, nonché, presidente della Provincia, Claudio Scajola. Entrambi, nei loro diversi ruoli, hanno mostrato notevole sensibilità e una tangibile vicinanza al nostro Polo, che in effetti merita ogni attenzione, e anche qualche cura (dopo decenni di onorata attività). Il Rettore coltiva con entusiasmo una prospettiva di potenziamento, per così dire, strutturale e culturale del Campus imperiese: una prospettiva finalizzata anche ad attrarre nuovi studenti e forse ad attivare nuovi corsi di laurea. Fortunatamente, l’amministrazione comunale, quella provinciale e quella regionale sono orientate in questa stessa direzione. Anche sotto questo aspetto, la ‘leale collaborazione’ tra soggetti e ruoli diversi è ovviamente di ottimo auspicio”.
Il programma degli interventi
Prof. Riccardo Ferrante – Direttore del dipartimento di Giurisprudenza
Avv. Giovanni Ferrando – Presidente Ordine degli Avvocati di Imperia
Presiede e conclude
Avv. Gianni Giuliano – Amministratore Unico della S.P.U.
Intervengono e discutono
Prof. Pierluigi Chiassoni – Ordinario di filosofia del diritto nell’Università di Genova
Dott. Alessandro Cento – Giudice sezione civile del Tribunale di Imperia
Avv. Aldo Prevosto – Avvocato Cassazionista, Foro di Imperia
Prof.ssa Avv. Alessandra Pinori – Aggregata di diritto privato nell’Università di Genova
Avv. Angelo Roggero – Presidente Camera Civile di Imperia
Prof. Mauro Grondona – Ordinario di diritto privato nell’Università di Genova
Dott. Luca Oliveri – Dottorando di ricerca in diritto privato, Univ. di Genova
Ore 18 – Chiusura dei lavori
















