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Attualità | 09 dicembre 2021, 11:38

Soccorso Alpino italiano e francese a confronto a St. Sauveur de Tinée: sul tavolo le strategie per gli interventi congiunti

“Si è pensato di instaurare un rapporto di collaborazione non solo logistico ma che possa costituire sinergie estremamente efficaci in caso di intervento”

L'incontro a St. Sauveur de Tinée

L'incontro a St. Sauveur de Tinée

In Italia si chiama Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), in Francia è Secours en montagne PGHM 06. Per entrambi la missione è la stessa: soccorrere le persone in ambiente impervio. Spesso accade che Cnsas e PGHM 06 si ritrovino per operazioni congiunte al confine. Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce l’incontro avvenuto tra la stazione di Ventimiglia e i colleghi soccorritori francesi del PGHM06 basati a St. Sauveur de Tinée.

La nostra stazione ha competenza su tutta la linea di confine italo-francese dal mare sino ai versanti a nord confinanti col Piemonte – raccontano i soccorritori liguri - in più occasioni, durante le emergenze, vi sono stati contatti a vario titolo con la Gendarmerie, grazie anche alla preziosa collaborazione del centro di cooperazione di polizia e dogana di Ventimiglia. Sia il CNSAS sia il PGHM sono le strutture deputate al soccorso degli infortunati in ambiente montano/ostile e condividendo potenziali spazi di intervento che potrebbero vedere coinvolte le suddette strutture, si è pensato di instaurare un rapporto di collaborazione non solo logistico ma che possa costituire sinergie estremamente efficaci in caso di intervento”.

Gli accordi presi già nel 2020 non si erano poi concretizzati per problemi legati sia al maltempo che aveva colpito i territori e sia per le restrizioni dovute alla pandemia. Finalmente le due realtà sono tornate ad incontrarsi in modo da avviare il percorso che permetterà di stabilire concreti rapporti di collaborazione operativa e interscambio di conoscenze e tecniche, passaggi necessari al consolidamento dei protocolli operativi e della immancabile fiducia nelle reciproche capacità. 

Durante l'incontro è avvenuto lo scambio di informazioni circa l'ordinamento e il funzionamento delle rispettive strutture per poi passare all'analisi delle casistiche nelle quali ci si trova statisticamente ad operare, iniziando a ipotizzare i vari potenziali scenari operativi. A seguire c’è stato un primo step pratico nel quale sono state reciprocamente mostrate le caratteristiche e il funzionamento dei principali presidi utilizzati negli interventi. In chiusura si sono poste le basi per le prossime attività che vedranno coinvolte non solo la stazione di Ventimiglia, ma necessariamente anche altre strutture specialistiche del soccorso alpino in Liguria.

Abbiamo notato – raccontano ancora i soccorritori italiani - un’alta professionalità dei colleghi francesi nonché grande cordialità e forte motivazione da entrambe le parti nell’interesse comune di garantire la sicurezza di tutti”.

C.S.

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