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Eventi | 02 dicembre 2021, 13:08

Toni Capuozzo e l’Afghanistan de I racconti di Pàrvana domani nell’ultima giornata del ‘Ponente International Film Festival’

Ieri sera, invece, il regista Alessandro Rak, vincitore di due David di Donatello e di un Nastro d’Argento, ha ricevuto una Targa dalla Decima Musa prima della proiezione del suo ultimo lungometraggio, Yaya e Lennie

Alessandro Rak in dialogo con Lino Damiani

Alessandro Rak in dialogo con Lino Damiani

«L’animazione è la vera pietra filosofale del cinema»: così ha cercato di spiegare la sua arte, ieri sera, il regista partenopeo Alessandro Rak in dialogo con Lino Damiani, di fronte alla platea del Cinema Zeni di Bordighera. Durante la serata, è stato anche premiato con una Targa dall’associazione culturale onlus La Decima Musa che organizza il «Ponente International Film Festival». Vincitore di Due David di Donatello e di un Nastro d’Argento, Alessandro Rak, naturale erede della scuola di Bruno Bozzetto, crea però animazione per adulti, genere che in Italia non è ancora adeguatamente apprezzato dal grande pubblico. La comunità del cinema, invece, lo stima molto. Tanto che nel 2013 ha vinto l’Oscar europeo (Efa) con il suo primo lungometraggio animato, realizzato in collaborazione con Mad Enterteainment, Rai Cinema e Cinecittà Luce, dal poetico titolo: L’arte della felicità (che ha anche aperto la Settimana della Critica della 70ª edizione del Festival del Cinema di Venezia). Nel 2017, Gatta cenerentola, ispirato all’omonima fiaba di Giambattista Basile e all’opera teatrale di Roberto De Simone, costituisce un altro grande successo della casa di produzione Mad Entertainment, proiettato al Festival del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti e vincitore di due David di Donatello e un Nastro d’Argento. Ieri sera, invece, ha presentato il suo ultimo lavoro, Yaya e Lennie: The Walking Liberty, proposto lo scorso agosto al Festival di Locarno: una proiezione speciale perché nelle sale c’è stato solo per pochi giorni. Il film è una intelligente favola verde che immagina una Napoli seppellita sotto chili di giungla: della città che tutti conosciamo resiste soltanto la musica, mentre due personaggi, Yaya e Lennie, ispirati ai protagonisti di Uomini e topi di Steinbeck, cercano di essere all’altezza del sogno di libertà della scomparsa madre adottiva, una corsara nell’anima, e i rivoluzionari guardano Il grande dittatore di Chaplin proiettato su un lenzuolo.

Intanto, cresce l’attesa per l’arrivo a Bordighera di Toni Capuozzo, domani venerdì 3 dicembre: il celebre giornalista e inviato di guerra, che recentemente ha pubblicato il libro Piccole patrie (Edizioni Biblioteca dell’Immagine), non mancherà di parlare di un tema attuale come quello dell’Afghanistan (19,30, cinema Zeni), specie perché il suo intervento seguirà alle 18 la proiezione de I racconti di Pàrvana (Canada/Irlanda 2018, 94’), un film d’animazione emozionante e senza tempo sul potere trascendentale e taumaturgico delle storie, che scava nel dramma di un Paese dominato dall’integralismo islamico. Infine, il Festival si chiuderà in bellezza con l’incontro con Toni Capuozzo. Seguirà un rinfresco.

C.S.

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