ELEZIONI AMMINISTRATIVE BORDIGHERA
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Politica | 05 settembre 2021, 19:27

Aurigo: Pellegatta e Rainisio non si ricandidano "Scarse presenze in Consiglio e poca partecipazione attiva"

Gli esponenti della minoranza continueranno il loro confronto con la futura Amministrazione Comunale da privati cittadini perché - dicono - "per presentare rimostranze e proposte e per tentare di migliorare il mondo in cui viviamo, non è necessario avere un ruolo pubblico, ma solo coraggio, coerenza e voglia di fare"

Aurigo: Pellegatta e Rainisio non si ricandidano "Scarse presenze in Consiglio e poca partecipazione attiva"

“Dopo dieci anni di permanenza in Consiglio Comunale come esponenti della minoranza cittadina, non presenteremo la nostra candidatura alle elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021”. Gabriele Pellegatta e Cesare Rainisio, esponenti della minoranza nel comune di Aurigo che hanno spiegato le motivazioni della loro scelta: “Dopo dieci anni abbiamo visto Consigli Comunali con: assenze generalizzate; presenze fisiche ma senza nessuna partecipazione attiva al confronto; ignavia; nostri tentativi di dialoghi che, in mancanza di risposte, sono diventati ciceroniani monologhi; vanagloria esasperata; immobilismo radicato".

"Dopo dieci anni, pur con un incessante approccio collaborativo, le nostre proposte non sono QUASI mai state prese in considerazione e le nostre competenze professionali e tecniche non sono state sfruttate come avrebbero meritato.
Dopo dieci anni, lasciamo un Comune che è esattamente identico a come lo abbiamo trovato e a come era, forse, già quarant’anni fa.
Dopo dieci anni, ci accorgiamo che il nostro operato è considerato ininfluente anche, talvolta, da qualcuno dei nostri stessi sostenitori.
Dopo dieci anni, le Commissioni Consiliari - luogo di incontro, scontro, dialogo e compromesso - sono sparite.
Dopo dieci anni, l'acquedotto è un colabrodo e nulla è stato fatto per adeguarlo realmente alle esigenze abitative e del vivere civile.
Dopo dieci anni, il turismo non esiste e la valorizzazione della cultura non è pervenuta.
Dopo dieci anni, questa è la soddisfazione con cui siamo stati ripagati.
Dopo dieci anni, abbiamo capito che Aurigo non merita tutto questo; o, forse, sì.
Dopo dieci anni, ringraziamo chi ci ha sempre sostenuto, chi ha sempre creduto in noi e chi non ci ha mai voltato le spalle. Chiediamo scusa laddove siamo stati manchevoli e perdoniamo chi non si è comportato correttamente con noi".

"Continueremo il nostro confronto con la futura Amministrazione Comunale da privati cittadini perché, per presentare rimostranze e proposte e per tentare di migliorare il mondo in cui viviamo, non è necessario avere un ruolo pubblico, ma solo coraggio, coerenza e voglia di fare. Questa non è una campagna elettorale, ma un (forse) inglorioso ritiro delle nostre truppe, anche se crediamo che l'assenza di una minoranza sia sempre sintomatica di un malessere generalizzato. L'immobilismo è anch'esso indicativo di questo malessere ed è una patologia grave al pari di tanti altri malesseri del corpo e della mente. Chi è immobile non è sempre recuperabile e, talvolta, l'unica via di uscita è toccare il fondo e risorgere dalle proprie ceneri. Ad maiora”.

C.S.

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