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Economia | 16 dicembre 2020, 10:18

Coldiretti Liguria: “Recovery Plan, l'agroalimentare è leva strategica del Paese”

Dimezzare dipendenza alimentare dall’estero nei prossimi dieci anni

Gianluca Boeri, presidente regionale di Coldiretti

Gianluca Boeri, presidente regionale di Coldiretti

Dal cibo un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale, come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza #Next Generation Italia. È l’obiettivo dei progetti elaborati dalla Coldiretti e divulgati in occasione dell’Assemblea “L’Italia riparte dagli eroi del cibo”.

Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dall’ allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici elaborati dalla Coldiretti per la crescita sostenibile del Paese.

“Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza – 
affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -  l’Italia è prima in Europa per qualità e sicurezza alimentare ed è possibile investire per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero e creare un milione di posti di lavoro nei prossimi 10 anni. Il Recovery Plan rappresenta un’occasione imperdibile per superare lo storico squilibrio nella distribuzione dei fondi europei che ha sempre penalizzato gli agricoltori italiani e per superare gli ostacoli alla competitività delle produzioni agroalimentari nazionali rispetto ai concorrenti stranieri, dalle infrastrutture ai trasporti, dalla logistica fino alle energie rinnovabili. I fondi europei vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare per portare benefici all’intero Sistema Paese con un impegno strategico di lungo periodo. L’allarme globale provocato dalla pandemia ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo, ma, allo stesso tempo, anche nella nostra regione, ne ha messo a nudo tutte le fragilità, sulle quali è indispensabile intervenire, investendo, ad esempio, nelle infrastrutture telematiche, recuperare i ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture tra le regioni”.

Redazione

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