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Cronaca | 19 novembre 2020, 12:32

Strada Statale del Colle di Tenda, quale futuro? Le idee per togliere una valle e tre regioni dall'isolamento (Foto)

Le foto scattate da Mathieu Mathieu inquadrano drammaticamente una situazione che difficilmente sarà risolvibile, in una zona dove la montagna è sparita per tre quarti come tutto quello che c'era intorno.

Le foto scattate da Mathieu Mathieu

Le foto scattate da Mathieu Mathieu

Strada Statale 20, Colle di Tenda, tempesta Alex, tunnel e tanto altro. Se ne parla da più di mese, dopo quel maledetto 2 ottobre quando il Roya e la natura hanno dichiarato guerra a chi, noi, l’ha depredata per decenni.

I danni a Ventimiglia e nella parte italiana della valle sono nulla al confronto di quanto accaduto in quella francese, dove intere comunità sono ancora isolate e con una strada, appunto quella statale di cui parliamo, che in molte zone non esiste più. Tenda, San Dalmazzo, Vievola, Fontan, Saorge, Breil: tutti luoghi popolati ma che ora rischiano davvero la loro cancellazione, per l’impossibilità dei residenti di spostarsi.

Mentre proseguono le ‘staffette’ giornaliere di elicotteri che, da Nizza, portano di tutto in Val Roya, la discussione che interessa anche la parte italiana, si sposta sul futuro della strada di collegamento tra Liguria, Francia e Piemonte. Poco più di un anno fa si discuteva del passaggio o meno dei mezzi pesanti, con la protesta degli autotrasportatori, ma oggi sembra un lontanissimo ricordo.

E in futuro, cosa accadrà. Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un ‘Rien ne va plus’ per la statale del Tenda e, qualcuno tra gli amministratori locali e del basso Piemonte ha chiaramente affermato che non si può pensare ad un annientamento della strada che unisce due regioni, un paese straniero e che consente scambi economici fondamentali.

Siamo assolutamente d’accordo ma... c’è un ma. Cosa è stato fatto negli ultimi 50 anni? Poco, se si escludono importanti interventi in territorio francese che, tra l’altro, sono quelli che hanno subito i maggiori danni dall’alluvione di inizio ottobre. Meglio non parlare del tunnel ‘bis’, fermato a più riprese e che oggi è una delle classiche ‘cattedrali nel deserto’ ma che, dopo il disastro avvenuto sul colle non sarà assolutamente più utilizzabile.

Cosa c’è sul tavolo? Le idee svariano dal tunnel Vievola-Limone ad un altro che potrebbe collega La Brigue con Triora. Il problema, visto che Cina e Giappone (dove si costruisce in modo decisamente più veloce) sono lontani, sono i tempi. C’è chi sostiene che la galleria tra Vievola e Limone (circa 5 km) potrebbe essere costruita in 10 anni. Visto il ‘Tenda Bis’ ci permettiamo di essere molto, ma molto scettici e, comunque, in 10 anni la Val Roya si svuoterebbe, sia in Italia che in Francia.

Altre soluzioni? Tranne che per avveniristici e inimmaginabili viadotti sullo stile della A10, ce ne sono poche ma il tempo stringe e servono idee e tempi rapidi. Intanto c’è anche chi ha fatto un sopralluogo nel punto dove più incredibilmente la natura ha fatto il suo corso. Si, è proprio la cima del Colle di Tenda, dove sono rimasti i due tunnel e poco altro, in un territorio completamente devastato. Le foto scattate da Mathieu Mathieu inquadrano drammaticamente una situazione che difficilmente sarà risolvibile, in una zona dove la montagna è sparita per tre quarti come tutto quello che c'era intorno.

Al momento l’unica speranza per ‘unire’ la provincia di Imperia e quella di Cuneo, sia in chiave commerciale che turistica, è la ferrovia. Servono investimenti ed una progettualità che manca da anni, su una linea che addirittura sembrava in via di dismissione. Servono importanti finanziamenti che, in un periodo come quello della pandemia che stiamo vivendo, sembrano ancora più lontani. Ma qualcuno che pensi a tutto ciò serve. E in fretta.

Carlo Alessi

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