/ Attualità

Attualità | 19 agosto 2020, 10:16

Sanremo, oggi il Graf in visita al carcere per distribuire fumetti ai detenuti

L'iniziativa rientra nel 'Ferragosto radicale'. Presso la struttura penitenziaria di Villa Armea si registrerà la presenza della delegazione guidata dall'esponente radicale imperiese Gian Piero Buscaglia

Sanremo, oggi il Graf in visita al carcere per distribuire fumetti ai detenuti

Seppure in forma ridotta, anche quest’anno si svolge il 'Ferragosto radicale' che lo scorso anno si svolse dal 14 al 20 del mese per coprire tutte le carceri interessate. Nel 2020 la tradizione pannelliana subisce un drastico ridimensionamento coi nuovi vertici del Dap: visitabili non più di 5 istituti su 198, con delegazioni di 2 sole persone. 

Particolare attenzione sarà posta al sovraffollamento e alle condizioni sanitarie, visto il protrarsi dell’emergenza covid che ancora non permette una piena ripresa dei colloqui e dell'attività interna e impone cautele anche per le visite, autorizzate in forma ridotta e rese possibili in pochi casi solo grazie alla presenza dei consiglieri regionali. "Tuttavia il 'Ferragosto radicale', spiega il Graf, associazione radicale di Imperia, non è un brand esclusivo del Pr, come un tempo non lo era di radicali.it, tant’è vero che ieri perfino la Lega ha visitato il carcere di Sanremo. Pertanto il Graf, sarà presente a partire dalle ore 14.00 presso la struttura Valle Armea, con l'ormai solita valigia di fumetti destinati alla biblioteca interna".

Come reso noto da gennaio a luglio sono 33 i detenuti che si sono suicidati. Nel 2019 furono 72 i suicidi, ma fino al 31 luglio furono 31, due in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. Inoltre, sono stati 13 i morti registrati nelle 'rivolte' di marzo,  deceduti per overdose da medicinali sottratti alle farmacie delle carceri. Il modo scelto dai 33 detenuti per uccidersi è stato quello di impiccarsi, ma in quattro si sono tolti la vita con il  gas delle bombolette per cucinare in cella. "Grave, poi è la condizione dei detenuti tossicodipendenti, sottolinea il Graf, l'emergenza sanitaria dovuta al coronavirus ha stravolto la vita di tutti, ancora angosciati dalla possibile ripresa della pandemia e dalle conseguenze future: economiche, sociali, democratiche e messa in discussione delle libertà personali. Ma nel microcosmo carcerario c’è un di più da considerare. Come ha ben spiegato il Garante nazionale Mauro Palma, se è vero che il lockdown ha messo tutti nella stessa situazione di privazione della libertà, là dove la libertà era già prima negata come le carceri, l'ansia per il rischio di un contagio da cui sarebbe stato impossibile difendersi s’è aggiunta a quella che tali spazi chiusi di per sé generano, una doppia ansia sfociata in angoscia. Mentre bene o male la vita 'di fuori' è ripresa, in carcere è ancora tutto chiuso: i colloqui dei detenuti coi familiari e figli minori, oltre a esser ridotti nel numero e nel tempo, sono limitati alla presenza di un adulto e un minore. Gli incontri si svolgono con vetro divisorio e citofono come nel 41-bis; le attività trattamentali, già scarse in precedenza, sono azzerate quanto a lavori un minimo qualificanti e a possibilità di studio. La presenza della società esterna, cioè volontari e associazioni che prestano la loro opera in carcere, è ridotta all’osso". 

Il Graf infine, sottolinea poi che vi è esasperazione quotidiana da parte dei detenuti i quali lamentano di non essere curati anche se gravemente malati: "casi psichiatrici e tossicodipendenti che dovrebbero stare altrove per esser seguiti e invece stanno in sezione, impossibilitati a aver contatti costanti con educatori, psicologi, assistenti sociali". 

 

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium