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Cronaca | 28 giugno 2020, 15:59

Ventimiglia: il fenomeno migranti sta tornando, il Vescovo "Ribadisco contrarietà all'atteggiamento dei francesi" (Video)

I problemi sono sempre gli stessi e la nostra zona, come tutta Italia, sono lasciate sole dall'Europa.

Ventimiglia: il fenomeno migranti sta tornando, il Vescovo "Ribadisco contrarietà all'atteggiamento dei francesi" (Video)

Il problema migranti sta tornando, anche se fortunatamente in toni minori rispetto a 5 anni fa, ma si sta ripresentando. Ovviamente a Ventimiglia è città di confine sempre alle prese con la chiusura delle frontiere da parte francese e con lo stop agli ingressi dei migranti al Parco Roya per ragioni sanitarie, dettate dalle disposizioni anti Covid-19.

Un momento difficile, anche se infinitesimale rispetto a quel 12 giugno 2015, quando la scogliera di Ponte San Ludovico, la stazione ferroviaria e tutta la città di confine, si sono riempite di migranti e di ‘solidali’, ovvero di quella moltitudine di persone che hanno sorretto le loro problematiche, occupando diverse zone della città.

Oggi il fenomeno è minore di 5 anni fa, ma la città e le istituzioni sono però sul ‘chi va là’ perché potrebbe esplodere nuovamente, da un momento all’altro. Abbiamo chiesto un parere sulla situazione al Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta: “Si sta riproponendo la situazione migranti, con le sue criticità è come alcuni anni fa e con l’afflusso a Ventimiglia, a causa delle frontiere francesi sempre chiuse. Questo crea delle situazioni difficili da gestire e molto impattanti, nei confronti dei migranti persone fragili e prive dei supporti essenziali. Ribadisco la mia contrarietà all’atteggiamento delle istituzioni francesi, perché credo che questo problema non può essere affrontato solo in alcuni contesti, sia quella piccola di Ventimiglia che quella più grande del nostro paese. Non è possibile che l’Italia affronti da sola il problema, per la sua posizione geografica, un vero e proprio avamposto nell’ambito dell’accoglienza. Auspico che le autorità, a livello europeo, sappiano interagire con la Francia, affinchè questa situazione venga sbloccata. I migranti devono essere aiutati attraverso vie legali ed una via privilegiata è quella del ‘ricongiungimento’. La situazione di quest’anno è ulteriormente complicata dalla pandemia, perché ci sono delle prescrizioni da rispettare e, comunque, il nostro impegno di sinergia cristiana con il volontariato è quello di fare il possibile. Lo stiamo facendo somministrando i pasti, in modo corretto sul piano sanitario, un supporto legale e continuando a sollecitare l’opinione pubblica e le istituzioni, affinchè non lascino questa situazione abbandonata a sé stessa”.

Nei giorni scorsi il Prefetto, trattando l’argomento, ha categoricamente detto che il Parco Roya rimane chiuso ai nuovi ingressi, per evitare contagi da Covid-19. Ha parlato con il Prefetto per trovare soluzioni alla probabile nuova ondata di migranti? “Non ancora ma spero di avere occasioni per interagire. Lo stanno facendo le persone in Caritas e so che c’è stato un primo incontro tra i sacerdoti di Ventimiglia con il Sindaco Scullino. Spero di poter condividere qualche buona riflessione anche con il Prefetto, mettendo a disposizione le nostre energie nel limite del possibile. Io comprendo la serietà della situazione sul piano sanitario, ma credo che occorra insieme fare attenzione a non sbilanciare il problema. E’ vero che, se da un certo aspetto si chiede una consistente rigidità, questa potrebbe avere ricadute importanti. In primo luogo alle fatiche ed alle povertà a cui sono sottoposti in migranti, ma poi anche ai disagi che ricadono sugli enti locali e sulla popolazione, in termini di insicurezza fino ad arrivare a situazioni di disturbo, considerando anche la stagione turistica. C’è un incrociarsi di fattori che va adeguatamente considerato insieme”.

Carlo Alessi

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