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Attualità | 29 settembre 2019, 07:17

Violenza di genere: in provincia di Imperia i primi casi di ‘Codice Rosso’, ma ancora molte donne non sono a conoscenza dei loro diritti

Gandolfo (Centro ‘Insieme Senza Violenza’): “Positivo che si velocizzino i tempi e che si inaspriscano le pene, ma serve anche formazione e informazione”

Violenza di genere: in provincia di Imperia i primi casi di ‘Codice Rosso’, ma ancora molte donne non sono a conoscenza dei loro diritti

È entrato in vigore dal 9 agosto scorso e sta di fatto cambiando le regole dell’approccio alla violenza di genere da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. Il cosiddetto ‘Codice Rosso’ racchiude una lunga serie di nuove norme che mirano alla tutela delle vittime di violenza e inasprisce le pene per chi si macchia di un reato tanto orrendo quanto, purtroppo, diffuso nel nostro Paese.

Anche in provincia di Imperia sono stati attivati i primi casi di ‘Codice Rosso’. L’ultimo, in ordine di tempo, a Ventimiglia, ma ci sono stati casi anche nel capoluogo.

Del ‘Codice Rosso’ e delle altre misure a protezione delle vittime di violenza di genere abbiamo parlato con Martina Gandolfo, psicologa e responsabile del centro ‘Insieme Senza Violenza’ attivo a Imperia, Sanremo e Ventimiglia. “Al momento non abbiamo dati precisi essendo una procedura che riguarda principalmente le forze dell’ordine, ma spero che ci vengano presto forniti e che le donne vengano da noi se ne hanno bisogno - afferma Martina Gandolfo - il ‘Codice Rosso’ ha aspetti positivi e altri meno. Di certo è positivo che si velocizzino i tempi e che ci siano inasprimenti delle pene anche per il ‘revenge porn’, ma il tutto deve essere accompagnato anche da misure per tutelare le vittime e dal lavoro di prevenzione e di formazione con le forze dell’ordine”.

Come potrebbe cambiare il lavoro del centro antiviolenza? “Potrebbe esserci un aumento di donne che si rivolgeranno a noi - spiega Martina Gandolfo - se alla magistratura arriveranno più notizie di reato con il ‘Codice Rosso’ è anche possibile che molte più vittime vengano messe a conoscenza del servizio anche se, purtroppo, non tutte hanno voglia di raccontare. È molto importante l’attività di informazione, anche perché spesso le donne che ne hanno più bisogno vivono in una sorta di isolamento che non permette loro di conoscere le leggi”.

I dati del 2019 del centro antiviolenza sono in linea con quelli dell’anno precedente che, però, aveva riscontrato un incremento rispetto al 2017. In totale sono circa una settantina le donne che si sono rivolte agli specialisti per fuggire a situazione di violenza domestica, una cinquantina di loro ha poi attivato il percorso previsto. Per la maggior parte si tratta di donne italiane, spesso con figli. Il loro ‘carnefice’, invece, è sempre il marito o compagno oppure l’ex che non si rassegna alla fine della relazione. 

Di recente a Sanremo, in via Mercede, ha aperto anche il centro per gli autori di violenza, ma si tratta di un servizio ancora in fase embrionale, come ci spiega la stessa Martina Gandolfo: “Vogliamo partire con un’attività di promozione del servizio, anche se non è facile siccome per la legge l’autore delle violenze non è obbligato a seguire un percorso specifico”.

Ma quali sono i punti di rinnovamento del ‘Codice Rosso’ rispetto alle norme precedenti? La legge in vigore dal 9 agosto scorso prevede, tra l’altro: velocizzazione di indagini e procedimenti giudiziari, divieto di avvicinamento rafforzato, punizione per il matrimonio forzato, pene aggravate in caso di matrimoni forzato di minori, più risorse per orfani del femminicidio, pene aggravate per maltrattamenti e atti persecutori, ‘revenge porn’ punito anche per chi condivide le immagini, ergastolo per omicidio aggravato, da 8 a 14 anni di carcere per chi causa lesioni permanenti, fino a 24 anni di reclusione per la violenza sessuale, trattamento psicologico per i condannati per reati sessuali, formazione specifica per Polizia e Carabinieri.

Lo sportello ‘Insieme Senza Violenza’ è a Sanremo in via Peirogallo, 16. Si può contattare al numero verde gratuito 800 1866060 o via mail all’indirizzo info@centroisv.it

Pietro Zampedroni

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