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Eventi | 26 gennaio 2019, 13:44

In corso al Palafiori le semifinali di 'Casa Sanremo Tour': intervista al Maestro Vessicchio "Serve più canzone e meno prodotto" (Video)

Un'ora di lezione del Maestro più conosciuto nella storia del Festival della canzone. Ai ragazzi ha parlato più come un 'nonno' che come un professore in cattedra.

In corso al Palafiori le semifinali di 'Casa Sanremo Tour': intervista al Maestro Vessicchio "Serve più canzone e meno prodotto" (Video)

Terminato il ‘Tour’ di Casa Sanremo che, data dopo data, ha visto sfidarsi centinaia di giovani in varie tappe in giro per la penisola, sono iniziate oggi le interessanti ‘Masterclass’ organizzate per i 100 selezionati che hanno avuto accesso alle semifinali del concorso e che hanno già invaso le strade della città dei fiori.

In questa fase, non solo le giovani promesse del mondo della musica potranno esibirsi all’interno del Palafiori, ma li attendono diversi momenti di formazione. Dopo quella con il Maestro Stefano Senardi, Dario Cantelmo (General Manager di Italy Digital Music), del Maestro Vincenzo Sorrentino, i ragazzi hanno ascoltato i preziosi consigli di Massimo Cotto e del conduttore di Radio Italia, Mauro Marino. Questa mattina è stata la volta del Maestro Beppe Vessicchio, leggenda vivente del Festival di Sanremo.

Al Maestro Vessicchio abbiamo ovviamente chiesto cosa ha detto, in particolare, alla platea di circa 100 giovani a cui ha parlato per circa un’ora: “Molti raggiungono questa città anche per quello che rappresenta per il mercato musicale. Vedere qui i ragazzi alla ricerca di una strada, non può sollevarci dall’impegno di dire quello che pensiamo. A loro ho detto che questo è un ‘imbuto’ che non deve condizionare la loro vita. Uno su mille ce la fa, come dice la canzone di Morandi e noi dobbiamo occuparci degli altri 999. Dobbiamo far capire loro che la vita musicale va oltre i partecipanti giovani a Sanremo. Ce ne sono migliaia che devono crescere e forse, dovremmo impegnarci a creare spazi ed opportunità di incontro per loro. Ricordo il periodo in cui la Rca, che aveva i mezzi per poter imprendere sull’arte dei giovani, aveva un cenacolo nel quale si esibivano i giovani di allora, da dove sono usciti nomi come De Gregori, Venditti e Rino Gaetano, che hanno lasciato una traccia nella storia della musica. Creare una scuola è anche un’opportunità di scambio, come è successo a Gino Paoli che arrivava da Monfalcone ed è stato influenzato dalla scuola genovese. Erano capaci di interloquire tra loro ed influenzarsi e modificarsi a vicenda. Questo dobbiamo tornare a crearlo, perché l’Italia è una nazione con un contenuto di artisticità musicale elevatissimo, ma viene messo da parte per ‘occasioni di mercato’. Dovremmo ripartire con il valore del linguaggio musicale”.

Ascoltandola ci è sembrato che lei abbia cercato di parlare più come padre che come professore ai ragazzi: “Più come nonno perché il padre è ancora impegnato nella ricerca di se stesso mentre il nonno vuole che il nipote segua una strada di felicità. Direi ai ragazzi di coltivare la musica e loro stessi e di pensare che, la loro unicità e la loro diversità può essere un grande valore. Ma anche di non farsi attrarre troppo dalla moda del linguaggio ma dal linguaggio in primis. Riguardo anche alla mia esperienza ai Festival, posso dire che le cose che seguivano la moda del momento, poi sono state dimenticate. Ci sono invece cose che, pur trovandosi alla moda e faccio riferimento ad alcuni brani storici, sono rimaste. Secondo me Elisa è stato uno spartiacque, visto che ha vinto il Festival ed il premio della critica. Con il brano ‘Luce’ è stata la summa di tutte le condizioni. Restano poi le cose coerenti come Sergio Cammariere che, forse, allora non aveva probabilità di successo ma quella sincerità che lo ha portato fino qui”.

Ma alla musica fanno bene i ‘Talent’ oppure no? “Fanno anche bene perché sono opportunità perché i prodotti hanno bisogno di vetrina. Però dovremmo fare una distinzione tra prodotto e canzone come fanno gli americani e, quindi, facciamo anche noi. C’è chi si occupa di uno o dell’altro e chi riesce a fare il mix. Penso che i Festival degli ultimi anni hanno guardato più al prodotto e meno alla canzone. Può darsi che, nei prossimi anni si inverta la tendenza e mi auguro che non venga soppresso lo spazio della canzone, perché lo stesso Claudio Baglioni è uno che ne scrive. Le veste probabilmente di prodotto ma è sempre una canzone. Ai ragazzi dico di non abbandonare la canzone ma, se ha proprio bisogno di un ‘tratto particolare’ per appartenere ad una vetrina, purchè non sia mortificante si può fare”.

La giornata di domani sarà interamente dedicata alle semifinali di Casa Sanremo Tour: dopo un’intera giornata di esibizioni, i più meritevoli, giudicati da una giuria d’eccezione che vedrà presente, tra gli altri, il Maestro Vittorio De Scalzi, avranno accesso alle finali, che si disputeranno nella settimana del Festival della Canzone Italiana sul Palco più ambito ed esclusivo di Casa Sanremo.

"Solo durante Casa Sanremo, infatti, sarà possibile conoscere i vincitori di questo Tour che, nella sua prima edizione, ha raccolto oltre 1000 adesioni in tutta Italia. A coloro che, finalmente, prova dopo prova, sono arrivati a Sanremo, non ci resta che fare un grande in bocca al lupo!" - commentano dall'organizzazione.

Carlo Alessi

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