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Ventimiglia Vallecrosia Bordighera | 01 settembre 2017, 17:00

Campanilismo gamberino

Campanilismo gamberino

In fatto di campanilismo non ci batte nessuno, lo dice anche il gambero, quello rosso, prelibato crostaceo da gustare cotto ma se è crudo è ancora più buono, piatto forte di chef stellati, l’anno scorso oggetto di contese poi solute tra Italia e Francia in merito all’esatta delimitazione dei confini marittimi, con tanto di multa al peschereccio Mina, reo di aver calato le reti dove non avrebbe dovuto calarle (Rileggi Insider: Per un pugno di gamberi rossi).

Suddetto gambero, di comprovata italianità, è tornato al centro di una “guerra”, stavolta in versione squisitamente locale, allorché Ventimiglia, desiderosa di promuovere le eccellenze gastronomiche del suo territorio, ha proposto di avviare il procedimento per attribuire la Denominazione comunale di origine, Deco, al Ghimbaru russu ventimigliese (gambero rosso in dialetto).

Storicamente identificato con Sanremo, il gamberino purpureo non è libero di essere pescato nei ricchi fondali ponentini senza innescare una qualche diatriba di appartenenza. Benissimo il marketing territoriale, tutti d’accordo a valorizzare i prodotti di elevata qualità, ma è più forte di me, non riesco a non sorridere di fronte a simili rivendicazioni.

Ha davvero tutta questa importanza, ai fini del palato, se il red shrimp (gambero rosso in inglese) proviene da una battuta di pesca al largo di Sanremo, o Ventimiglia, o un altro spicchio di mare compreso tra le due città? Poniamo tutte queste domande specifiche al cameriere? Vorrei degustare i celeberrimi crostacei, che siano ovviamente rossissimi e freschissimi, ma solo se lei mi sa indicare quale pescatore di quale peschereccio al largo di quale città li ha pescati.

Sarebbe molto più proficuo, anche nell’ottica di sostenere il turismo enogastronomico, creare dei marchi chiari e riconoscibili per aree un po’ più vaste, che so, sua maestà il gambero rosso della Riviera dei Fiori, sua incontestabile bontà il vivido crostaceo della costa ligure.

PS: di gamberi succulenti, sebbene di un rosso probabilmente meno rosso rispetto al colorito di quelli sanremesi, oppure ventimigliesi, diciamo di un rossastro con sfumature violacee per stare sicuri, si discetta anche a Imperia, per la precisione a Oneglia. Non saprei dire quali siano i più buoni.

Luca Re

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