Non era difficile capirlo vedendolo arrivare al cantiere di Grosso Cum per la cerimonia della fine dello scavo da parte della “talpa” che ha realizzato un tunnel di oltre 3 chilometri nel sottosuolo di Nizza.
Christian Estrosi era, come al solito, attorniato da tante persone, amministratori, giornalisti e cittadini, sotto i continui flash dei fotografi.
Ma, mentre percorreva il breve percorso per raggiungere il punto nel quale il tram scenderà sotto terra, subito dopo la fermata di Grosso Cum, guardandolo appariva chiaro che in lui convivevano due persone.
Quella “ufficiale”, l’amministratore dalla grande esperienza e dai cento incarichi e quella "privata", l’uomo solo con se stesso nonostante il centinaio di persone che lo attorniavano.
Prima parla l’amministratore, schiaccia il pulsante che avvia il riempimento della vasca che consentirà alla talpa, fatta a pezzi, di essere riportata in superficie, pronuncia il suo discorso, sciorina dati, cifre, annuncia i progetti futuri, poi succede l’impensabile, l’uomo ha il sopravvento.
Il viso si colora, l’aspetto cambia: sono le diciannove in punto quando l’emozione ha il sopravvento e gli occhi s’inumidiscono.
Si è giocato tutto, l’uomo Estrosi con lo scavo sotto la città: ne era conscio.
Lo racconta dopo aver detto, quasi per scusarsi, che dava per un attimo spazio all’emozione che lo stava colpendo. Le vittorie sono figlie di tanti, e lui dedica questo momento alla sua squadra, ma la sconfitta sarebbe stata solo sua.
Ne era conscio e mentre parla è come se davanti ai suoi occhi scorresse un film: dalla decisione di cambiare il percorso, non più sulla Promenade, ma attraverso la città, perché fosse metropolitana vera, utilizzabile dalla gente e non un trenino ad uso dei turisti, a quella di non realizzare l’opera in superficie, ma sotto terra, per evitare migliaia di camion e disagi a non finire nel centro della città.
Era conscio che quanti non erano d’accordo su queste scelte e i suoi avversari stavano aspettando il momento del fallimento per fare di lui un solo boccone.
Ha tenuto duro, non ha ceduto: questo è il giorno nel quale potrebbe togliersi qualche sassolino. L’amministratore lo farebbe, ma in lui prevale l’uomo, con le sue emozioni e le sue debolezze.
Debolezza è un termine che Estrosi certo non ama, lui che è stato tutto, ministro, deputato, Presidente della Regione e che attualmente è Sindaco, Presidente della Città Metropolitana e Presidente delegato della Regione.
Ma l’emozione lo coglie, alle 19 in punto, allora, quasi per giustificarsi, parla di questa estate per lui fantastica, della nascita della figlia, del Nizza in Champions, di una città che ha nulla da invidiare alle grandi capitali di tutto il mondo, ma gli occhi umidi la dicono lunga sul momento che sta vivendo.
Solo per un attimo, però.
Poi si riprende, annuncia il possibile prolungamento fino a Cagnes della ligne 2, dell’obiettivo da raggiungere entro il 2020.
Quella è la parola chiave, il “2020”, l’anno delle elezioni comunali: allora l’amministratore riprende il sopravvento sull’uomo e lui cambia di aspetto.
Ora sorride a chi gli sta vicino, i lineamenti non sono più tirati, è tornato quello di prima.
Anche se questo 31 agosto per lui certamente “non” è una giornata normale, ma il “suo” personalissimo gran giorno.


















