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Al Direttore | 03 maggio 2017, 08:01

Sanremo: 'Il nome di Dio nell'Islam' ieri ai 'Martedì Letterari', il pensiero della nostra lettrice Lucia Terramoccia

Sanremo: 'Il nome di Dio nell'Islam' ieri ai 'Martedì Letterari', il pensiero della nostra lettrice Lucia Terramoccia

Una nostra lettrice, Lucia Terramoccia, ci ha scritto dopo aver assistito ieri all'incontro ‘Il nome di Dio nell’Islam’, ieri al Casinò di Sanremo:

"Il testo, opera di Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini, presidente onorario della Comunità Religiosa Islamica Italiana, è stato commentato da Padre Marco Tommaso Reali, docente di teologia morale presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e, in assenza dell’autore a causa dell’età e dello stato di salute, dal figlio di questi: Yahya Sergio Yahe Pallavicini, Imam e consigliere del Ministero dell'Interno nella Consulta per l'Islam italiano. In un periodo che tutti sappiamo essere caratterizzato da forti tensioni sociali legate alle violente espressioni di infondato estremismo, la conferenza è apparsa di grande attualità ed opportunità per la comprensione e l’approfondimento del legame esistente fra le religioni cosiddette del monoteismo abramico (Cristianesimo, Ebraismo ed Islam), grazie all’analisi delle comuni fonti culturali e a partire proprio dal nome di Dio”.

“Entrambi i relatori, affrontando con grande naturalezza complessi temi filosofici, storici e teologici, sono riusciti nell’intento di condividere – attraverso la lettura e la parafrasi di diversi passaggi del libro – i princìpi sostanziali su cui fondare non soltanto un dialogo, bensì una vera e propria collaborazione interreligiosa. Dio, che è lo stesso Dio per tutti noi, rappresenta la sola Verità assoluta.  La pronuncia del suo nome assume il valore di una sacralità straordinaria nella ricerca dell’assonanza degli appellativi ed attributi a Lui riferiti nelle lingue ebraica, araba, greca e latina che esprimono l’aspirazione di ogni uomo al ricongiungimento con il Creatore, unica ed ultima finalità, raggiungibile tramite diverse e molteplici strade, comunque valide. La concretizzazione dell’ecumenismo interreligioso avviene, pertanto, attraverso il rispetto della diversità, senza la pretesa di omologazioni od esclusivismo ed, altresì, con l’accettazione della laicità, dell’ateismo e dell’agnosticismo”.

“Nelle parole e nei riferimenti del libro, è evidente una grande e rara onestà intellettuale, elemento salvifico in una fase storica (come già tante in passato) di intolleranza, di abuso del nome di Dio e di tentativi di manipolazione, purtroppo spesso riusciti, delle dottrine religiose. Mi piace concludere con la dedica iniziale di Pallavicini che tronca ogni possibile interpretazione distorta della fede e che, soprattutto, rappresenta un chiaro e confortante messaggio di speranza: ‘A tutti coloro che, anche se non lo sanno, partecipano della benevolenza di Dio, il Clemente, il Misericordioso’.”

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