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Attualità | 25 gennaio 2017, 14:03

La diocesi Imperia-Albenga contro il demonio, il vescovo Borghetti: "Ma l’esorcista non è uno stregone"

L’appello ai giovani: “Non lasciatevi attrarre da queste situazioni che squilibrano la mente”

La diocesi Imperia-Albenga contro il demonio, il vescovo Borghetti: "Ma l’esorcista non è uno stregone"

Un esorcista in ogni Diocesi. Questo era quanto avrebbe voluto il papa dimissionario Benedetto XVI (al secolo Joseph Ratzinger); egli aveva espresso questo suo desiderio a fronte di un costante fenomeno di crescita di richieste alla Chiesa da parte di persone convinte di avere in sé il germe di una possessione demoniaca.

E, anche dopo il termine del papato-Ratzinger, questi dati hanno continuato a imporsi con proporzioni inquietanti: nel 2016 in tutta l’Italia sono state oltre 500mila le richieste di esorcismo alla Chiesa, a fronte di soli 250 sacerdoti autorizzati a officiare questo rito. Il 35% dei casi registrati sono stati nel Nord Italia e circa il 20% riguarderebbe dei minorenni.

La provincia di Savona e la Diocesi di Albenga-Imperia non possono certo restare immobili di fronte a un fenomeno che, in passato, le ha toccate da vicino: nel processo contro le “Bestie di Satana”, le cui indagini presero il via a gennaio del 1998 a seguito di alcune morti misteriose, in una sua dichiarazione Mario Maccione, satanista reo-confesso, affermò che i primi rituali avvennero proprio dentro il Castello Borelli, tra Ceriale e Borghetto Santo Spirito. L'antico maniero, nelle credenze della setta, sarebbe stato uno dei cinque apici di un pentacolo di luoghi satanici.

Il 24 gennaio, ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e 51esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali indetta dalla Santa Sede, ha rappresentato l’occasione per fare il punto con il vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, Mons. Guglielmo Borghetti, su come questo tema venga affrontato nelle nostre parrocchie.

“Innanzitutto chiariamo subito una cosa: un esorcista non è un prete dotato di chissà quali strani poteri paranormali – precisa il vescovo – ma è una persona normalissima che viene incaricata dal vescovo del ministero dell’esorcistato, che è una preghiera. Questo incarico viene assegnato a presbiteri che abbiano una particolare preparazione nelle scienze umane, soprattutto per quanto riguarda la psicologia”.

Prosegue Mons. Borghetti: “Noi abbiamo il nostro esorcista diocesano, che è don Gilles Jeanguenin, di Alassio, che non è parroco ma è assegnato allo specifico compito dell’esorcistato e fa solo quello. Lui viene periodicamente da me a relazionare il flusso di questi fenomeni, ma francamente in questi due anni dal mio insediamento, dal 25 marzo 2015 come coadiutore e da settembre del 2016 come vescovo, non mi ha mai parlato di numeri abnormi. Statisticamente posso dire che non mi sembra di avere riscontrato un aumento esponenziale dei casi”.

Borghetti conclude con un appello: “Invito i nostri giovani a stare lontani da queste situazioni, che squilibrano la mente e creano disagio interiore”.

Alberto Sgarlato

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