Lo storico Andrea Gandolfo ricorda un altro momento della storia di Sanremo.
"Più di settent’anni fa la nostra città subiva una delle più gravi offese della sua storia: il bombardamento navale del mercato dei fiori del 20 ottobre 1944. Per rinverdire la memoria su quel lontano, e spesso dimenticato, episodio della storia matuziana, Le propongo un mio breve ricordo di questo fondamentale avvenimento della storia recente di Sanremo:
Il 20 ottobre 1944 la nostra città subì il più massiccio e devastante bombardamento navale di tutta la seconda guerra mondiale da parte del cacciatorpediniere francese «Forbin», comandato dall’allora capitano di corvetta Barthélemy, dal giovane luogotenente Pierre Duplaix e dal luogotenente di vascello Mottez. Salpato dal porto di Tolone alle 10 di mattina del 17 ottobre, il «Forbin» si diresse verso la zona di bombardamento della costa ligure allo scopo di scortare cinque dragamine, che avevano il compito di bonificare il tratto di mare dell’estremo Ponente in previsione di possibili futuri tentativi di sbarco delle truppe alleate, per accerchiare le batterie tedesche dislocate lungo l’arco occidentale delle Alpi.
Alle 6,25 del 20 ottobre il «Forbin» mollò gli ormeggi per scortare i dragamine, che si sistemarono a raggiera con l’obiettivo di colpire le torpedine avversarie alla deriva al largo delle coste francesi e italiane fino al meridiano 07°56’E. Giunto nella rada di Sanremo, il «Forbin» si tenne alla distanza di circa tre miglia dai capi Verde e Nero con l’intenzione di coprire i dragamine. Mentre il cacciatorpediniere della flotta transalpina si trovava a circa ?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /7.900 metri dalla costa, alle 11,39 la batteria tedesca situata alla fine della passeggiata a mare, cominciò improvvisamente, e senza alcun preavviso, ad aprire il fuoco contro il «Forbin». Appena due minuti dopo l’attacco tedesco, il luogotenente Mottez ordinò ai suoi uomini di rispondere al fuoco nemico con una prima salve di 130 mm, a cui ne sarebbe seguita un’altra alle 11,54.
Fu proprio questa seconda salve, più micidiale, che distrusse il Mercato dei fiori di piazza Colombo, dove i tedeschi avevano sistemato un deposito di armi e munizioni, l’attiguo convento delle monache salesiane, il palazzo del Tribunale e tutti gli edifici circostanti, per un raggio di un centinaio di metri. A causa della deflagrazione rimasero danneggiati anche la Casa del Fascio di via Manzoni, varie scuole ed alberghi e la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Per i tiri troppo lunghi o per la caduta di rottami, riportarono danni anche parecchie case della Pigna ai piedi del Santuario della Madonna della Costa, mentre, in base ai dati del rapporto ufficiale, i tedeschi lamentarono la perdita di 48 vedette «Linsen», quattro barchini esplosivi e otto autocarri, oltre ad alcuni mezzi navali della X Flottiglia Mas ancorati nella zona portuale.
Per quanto riguarda invece le vittime del bombardamento, il commissario prefettizio di Sanremo parlò di tre morti e una trentina di feriti, cifra confermata anche dall’«Eco della Riviera» del 23 ottobre, che individuò le tre vittime in due militi della Brigata nera e in un contadino che era stato colpito in pieno da un proiettile mentre lavorava nel suo podere in collina. Una quindicina di feriti erano stati invece ricoverati presso l’Ospedale Civile, tranne quelli colpiti in modo lieve, che erano stati soltanto medicati al pronto soccorso e dimessi subito dopo. A causa infine dei danni riportati dall’Albergo Gran Bretagna nei pressi di piazza Colombo, le autorità militari cittadine decisero il trasferimento a Imperia dei Mas della Base Castagnacci".
















