L’Europa non lo dice - non ancora perlomeno - ma Riviera Trasporti è l’ultima ruota del carro del progetto comunitario High V.LO-City che sperimenta l’utilizzo dell’idrogeno sui mezzi pubblici. Alcuni giorni fa, due dei cinque futuristici bus parcheggiati dal 2013 nel deposito aziendale sono stati caricati sui camion e portati via.
Eppure, sul sito europeo che illustra le caratteristiche dell’iniziativa, c’è scritto testualmente che a Sanremo «cinque autobus saranno impiegati da Riviera Trasporti dalla metà del 2016. Questi mezzi viaggeranno sulle linee turistiche costiere e sostituiranno i filobus. […] La stazione di rifornimento ricaricherà i cinque veicoli con idrogeno prodotto localmente da elettricità rinnovabile».
Non saprei spiegare se gli amici europei che promuovono l’idrogeno siano a) male informati su quello che è avvenuto a Imperia b) bene informati ma non abbiano voluto farci sentire più del necessario il peso del nostro fallimento c) bene informati ma irrealisticamente ottimisti, forse perché hanno creduto alle parole di Riviera Trasporti, secondo cui il progetto è stato “ridimensionato” ma non certo abbandonato. Quale che sia la risposta corretta, è evidente lo scollamento tra la realtà ligure e quello che altre regioni stanno realizzando nello stesso ambito. Rileggi Insider: L'insostenibile impresa del bus a idrogeno
Negli stessi giorni in cui le corriere imperiesi lasciavano per sempre il piazzale di via Nazionale, la città di Aberdeen vinceva un premio speciale in Gran Bretagna per il suo programma di trasporti pubblici a zero emissioni. Aberdeen, con Anversa, a suo tempo aveva ottenuto finanziamenti europei per i mezzi a idrogeno, dimostrando in questi anni che le cose possono funzionare, e pure bene.
In Scozia sono dieci le corriere a idrogeno in circolazione su diversi percorsi urbani, supportate da una stazione di rifornimento. Ad Anversa i bus del presente-futuro sono quattro, ovviamente con un punto di servizio dedicato. A Imperia…ci sono rimasti tre pullman impolverati che potrebbero vincere senza alcun problema l’International Unsuccesful Award, premio specialissimo che qualcuno inventerà apposta per noi.














