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Al Direttore | 27 luglio 2016, 07:35

Il tarassaco, Italo Calvino e dintorni: ecco il nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

Il tarassaco, Italo Calvino e dintorni: ecco il nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

Ulivo, papavero e lavanda. Si sale oltre San Romolo verso l'Alpe ligure e si domina Sanremo, abbracciando idealmente con lo sguardo l'intera costa ligure dai confini con la Versilia a Saint-Tropez. Un'immagine che sarebbe piaciuta al Petrarca, che legò Italia e Francia in un disegno poetico e storico di grande suggestione. Sovviene, salendo, un personaggio come André Malraux, che, pur deceduto nel 1976, sancì la morte delle ideologie e degli isterismi politici, dei sistemi bloccati. Da queste parti si recupera,invece, l'esigenza della distinzione dei colori, all'abbandono del grigio monocromo. Qui nulla di dogmatico, ma le sfumature delle differenze si affermano sovrane e sublimi. Nel regno di Demetra si apre davanti agli occhi un concentrato di natura, di storia, paesaggi mozzafiato e adrenalina.

In questa condizione umana e ambientale incontriamo prati di tarassaco, detto Taraxacum officinale Weber o Dente di Leone, Piscia Cane, Piscialetto, Soffione, Radichiella, Cicoria Selvatica, Dente di Cane. I suoi nomi vernacolari sono tanti. a Porto Maurizio si chiama Muccalume, a Briga Muso d'porch, a Camporosso Capirui, a Mentone Capiran, per citare quelli più a ponente. In Valle Argentina si usa in insalata come depurativo del sangue. Tagliato in fine insalata, o per ripieni e come tisana diuretica in Val Nervia, mentre altrove è consuetudine unire in insalata le foglie di tarassaco alle castagne secche bollite. In tutta la Liguria è considerato stimolante della secrezione biliare, epatoprotettore, cardiocinetico, diuretico, antireumatico. Di sapore amaro, ingentilisce di giallo i prati e le vie. Un mare colorato che ci incanta.

E così, per concludere, non è male ricordare che la voce tarassaco trova ampio spazio nella Botanique di JJ Rousseau, testo che si ritrova nella casa romana di un grande sanremese, Italo Calvino, proprio tra i libri di tutta una vita: quelli della giovinezza di Sanremo, quelli degli anni torinesi e quelli degli anni parigini; in tale biblioteca, ancora viva e non imbalsamata o musealizzata, ci sono libri legati agli affetti privati dell'intellettuale matuziano, come una copia appunto della Botanique di Rousseau, che, nel 1957, Calvino regalò a sua madre, dopo aver scritto il suo celebre "Il barone rampante". E quanta parte il capitolo botanico ebbe nella vita di Calvino è cosa nota. 

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