Non si arresta il numero dei migranti a Ventimiglia che vive un continuo e costante aumento. Nonostante una trentina presenti in città siano partiti in direzione Genova insieme ad altri profughi protagonisti dei respingimenti dalla Francia, i migranti presenti a Ventimiglia sono oltre 350 e quasi tutti cercano riparo e pasti nei locali e negli spazi della chiesa di S. Antonio in via Tenda dove le associazioni, in particolare la Caritas cerca di garantire la prima assistenza.
E’ previsto che verranno installati dei bagni chimici per ‘rinforzare’ la presenza di sole due toilette ma nel frattempo alcune persone hanno donato delle tende, sono state portate anche delle sedie e ci si è organizzati anche per separare i rifiuti con una sorta di raccolta differenziata. Questa notte a causa della pioggia alcuni dei migranti che dormivano all’addiaccio sono stati fatti dormire all’interno della chiesa per non restare sotto l’acqua.
Tra i migranti oggi sono arrivati anche alcuni bambini anche se sembra che, in base alla convenzione tra Comune e Croce Rossa potrebbero essere spostati presso la sede di quest’ultima. Presente il Vescovo Mons. Antonio Suetta che oltre a fare il punto della situazione con il direttore della Caritas Maurizio Marmo ha anche dialogato con le famiglie che vivono aldilà della rete che separa il campetto dalle case dei residenti.
“Apprezzo moltissimo – ha dichiarato il Vescovo – la tolleranza e la comprensione delle persone che vivono nel quartiere ma è naturale che a gran voce chiedano una soluzione definitiva perché le problematiche connesse all’emergenza ricadono fortemente anche su chi vive qui. Noi diamo una mano e anche la generosità di molta gente ma si dovrà organizzare un’accoglienza più ampia per rendere meno critica la situazione che si è venuta a creare qui alle Gianchette”
“Per noi – ha aggiunto Mons. Suetta – è una situazione di emergenza che abbiamo accolto in questo modo perché aprire le porte delle chiese non è una risposta strutturale non ci sono le proporzioni per noi è un discorso umanitario. Questa è la risposta che viene per prima di fronte a chi ha fame e chi ha sete, ci vuole una reazione prima di tutto umana per loro e per la città che si trova a vivere il disagio come l’anno scorso”.
Sul profilo dell’on. Matteo Salvini è comparso un commento diretto proprio al Vescovo Antonio Suetta: “Dice che dobbiamo accogliere tutti gli immigrati anche chi ha fame e non scappa dalla guerra, mi dice i soldi, le case e il lavoro dove li troviamo?”. Il Vescovo senza alcuna forma polemica ha indirettamente replicato quando ha dichiarato riprendendo le parole del Papa: “E’ l’approccio che deve essere considerato, se io questa gente le considero persone come è giusto che sia come faccio a non dare una risposta umanitaria quando chiedono da mangiare? Non posso dare una risposta istituzionale e comprendo le difficoltà che ci sono e che non si possono fare miracoli ma la nostra parte la facciamo con dei gesti di umanità che possono essere stimoli per orientare le scelte che vadano a rimuovere le cause”.















