Silvia Malivindi del Movimento 5 Stelle di Ventimiglia interviene a ridosso del consiglio comunale di ieri. Ecco l'intervento e le considerazioni della rappresentante dei grillini in materia di Sale Giochi.
“Premetto che sia personalmente che in qualità di capogruppo del M5S di Ventimiglia, sono particolarmente sensibile nei confronti di questa tematica. Trovo assurdo che lo Stato non riesca a prescindere da questo tipo di voce di entrata (le entrate appunto provenienti da sale slot, macchinette, lotterie, scommesse, etc.), considerato che poi deve sostenere le spese per la sanità al fine di curare tutti i problemi di tipo psicologico e psichiatrico delle vittime di ludopatia e dei familiari degli stessi, spese che rappresentano una voce già importante e destinata a salire".
"Detto questo, non voglio neppure apparire ipocrita: le vittime di ludopatia non vanno solo nelle sale slot o sale scommesse (oltretutto se vanno, tendono a recarsi in quelle più nascoste, e non davanti alle scuole); i soggetti più colpiti giocano online, giocano al casinò, comprano il gratta e vinci, giocano nelle bische. Non è certo vietando una sala scommesse in centro che si combatte il fenomeno della ludopatia, sono consapevole anche di questo. Ma è anche vero che gli studenti diciottenni, con un centro scommesse di ben 300 metri quadri proprio di fronte all’istituto scolastico, verrebbero facilmente invogliati a iniziare a frequentarlo in un’età nella quale non vi è ancora la completa consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Per questo la mia posizione è contro l’apertura di questo tipo di attività in luoghi sensibili, in particolare di fronte a un centro studi".
"Fatta questa necessaria premessa, vengo in questa sede chiamata a votare un Regolamento che, da un lato, sembrerebbe avere come scopo quello di vietare questo tipo di sale a una distanza inferiore a 300 metri ai luoghi sensibili (cosa che peraltro è già prevista dalla Legge Regionale 17/2012, perciò il Regolamento non è indispensabile); dall’altro lato, però, vedo che nell’art. 6 “Rinnovi”, questo Regolamento prevede che: “Si intendono formalmente autorizzati, ancorchè non dotati materialmente di titolo autorizzativo, tutte le attività produttive che detengano, alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, apparecchi da gioco leciti”.
"Il comma 1 dell’art. 6, nella sua formulazione che viene proposta stasera e di cui si chiede la votazione, consisterebbe di fatto in una sorta di “sanatoria” di tutte le sale, bar, attività in genere che ad oggi non rispettano le distanze previste dalla Legge Regionale 17/2012: tale sanatoria, oltre a essere a mio avviso inopportuna, non è, a parere di questa parte, di competenza del Consiglio Comunale".
"Vorrei inoltre capire 2 cose:
1) perché il Regolamento dovrebbe valere soltanto per la sala scommesse di nuova apertura in via Roma (già formalmente autorizzate dalla Questura ai sensi dell’art. 88 TULPS) e invece non dovrebbe valere nei confronti delle altre sale presenti a Ventimiglia che non rispettano le distanze minime da scuole e luoghi di culto? La Legge Regionale è presente dal 2012, se vale per quelle già esistenti deve valere anche per la sala nuova e viceversa.
2) Come può un Consiglio Comunale avere la competenza e il potere di “autorizzare” per mezzo di un Regolamento, questo tipo di attività (sale scommesse, sale giochi leciti, sale slot, bar con macchinette, etc)?
La Legge Regionale 17/2012 parla chiaro nel suo art. 1 comma 2: L’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico sono soggetti all’autorizzazione del Sindaco del Comune territorialmente competente.”.
L’autorizzazione viene data dal Sindaco e può essere già data o negata ai sensi della Legge Regionale, senza bisogno di un Regolamento Comunale. Il Sindaco faccia ciò che la Legge Regionale gli consente di fare.
La legge regionale è chiara anche quando prevede le sanzioni: 1. Ogni violazione delle disposizioni contenute nella presente legge (…) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 1.000,00 ad un massimo di euro 5.000,00. Non vedo perché il Consiglio Comunale dovrebbe quindi ora “prendersi la briga” di autorizzare le attività già presenti sul territorio quando la Legge Regionale prevede delle sanzioni precise, oltretutto SENZA AVERE COMPETENZA NORMATIVA IN QUESTO SETTORE.
Vorrei ricordare che inoltre che votando questo Regolamento, il Comune si esporrà anche a un rischio di condanna per un eventuale danno erariale che potrebbe derivare dalle richieste di risarcimento danni avanzate dalla sala di nuova apertura, nonché da quelle già esistenti (a seconda di cosa si vota questa sera). Non è affatto chiara la competenza normativa di questo settore, e alla luce della giurisprudenza e delle note del Ministero la competenza è esclusivamente statale. Peraltro diversi TAR hanno condannato i Comuni che avevano votato Regolamenti simili, e se è vero che il TAR Liguria non sembrerebbe essersi pronunciato in questo senso, è anche vero che sopra tutti c’è il Consiglio di Stato. I Consiglieri qui presenti devono essere consapevoli che, votando questo Regolamento :
- espongono il Comune a possibili richieste risarcitorie;
- Espongono altresì se stessi allo stesso eventuale rischio;
- Attraverso l’art. 6 vanno a sanare la situazione delle sale già esistenti, creando “figli e figliastri” e, soprattutto, dando un’Autorizzazione LA CUI CONCESSIONE NON SPETTA AL CONSIGLIO COMUNALE.
Che dire infine dell’art. 10, comma 4 “Non è richiesto il requisito della distanza di 300 metri dai luoghi sensibili nel caso di apertura di sala biliardi o sala giochi che non installi apparecchi da gioco con vincita in denaro.
Le salette giochi /video games di fronte alle scuole sono altresì da evitare per ovvi motivi, poiché aperte anche ai minori di 18 anni e quindi anche ai ragazzi che frequentano gli istituti scolastici, che verrebbero così invogliati a frequentarle con assiduità. Proprio per questo il Comune di Ventimiglia si era dotato del precedente Regolamento del 2010 che prevedeva delle distanze minime per queste attività. Per questo motivo chiedo che venga eliminato questo comma.
Alla luce di tutte queste incongruenze, ciò che chiedo è quindi che non venga approvato questo Regolamento fatto così in fretta e furia, ma venga elaborato un nuovo Regolamento nel quale non sia presente sanatoria alcuna.
In attesa del nuovo Regolamento, chiedo altresì che il Sindaco applichi sin da subito la Legge Regionale 17/2012 e provveda a concedere le autorizzazioni solo a chi rispetta le distanze minime, e a chi non le rispetta che applichi le sanzioni dovute.”
A seguito delle lamentele della minoranza in merito all’art. 6, il Consiglio Comunale è stato sospeso per mezz’ora e i Consiglieri si sono riuniti nell’Ufficio del Sindaco insieme agli Assessori, al fine di rivedere l’infelice capoverso dell’art. 6 “Si intendono formalmente autorizzati, ancorchè non dotati materialmente di titolo autorizzativo, tutte le attività produttive che detengano, alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, apparecchi da gioco leciti”.
Il Consigliere Ballestra ha quindi suggerito all’assessore Felici di modificarlo in questo modo: “Si intendono formalmente autorizzati, ancorchè non dotati materialmente di titolo autorizzativo, tutte le attività produttive che detengano, alla data di entrata in vigore della Legge Regionale 17/2012, apparecchi da gioco leciti”.
Tale formulazione ha trovato il consenso dei presenti,ma non ha placato le mie perplessità, in quanto la normativa Regionale è contraddittoria, anche alla luce delle recenti modifiche al testo Unico sul Commercio (entrato in vigore il 19 novembre 2014). Il Regolamento adottato a Genova, nel suo art. 22 “rinnovi”, non prevede ciò che è previsto nel nuovo Regolamento di Ventimiglia nel corrispondente art. 6. A mio avviso questo Regolamento non andava fatto così, in pochi giorni, ma meritava un esame molto più attento. Quanto all’art. 6, è stata adottata questa importantissima modifica che necessitava di una maggiore attenzione, non una scelta frettolosa. Le parole hanno un peso nelle Leggi e nei Regolamenti, una frase può cambiare di molto le conseguenze di una norma. Con questo articolo 6, in sostanza, stiamo autorizzando fino al 2017 tutte le attività (sale slot, macchinette, attività, bar, etc.) che non rispettano le distanze da scuole e luoghi sensibili. Francamente io avrei lasciato questa “scelta” alla Legge Regionale, rimandando alla stessa per tutto ciò che concerne queste sale, invece così facendo il Comune di Ventimiglia ha preso una posizione".
"Per questo motivo non ho partecipato alla votazione, in quanto non era mia intenzione votare contro il Regolamento nell’insieme, riconoscendo lo sforzo dell’amministrazione, ma al momento del voto sono uscita dalla Sala consiliare poiché non condivido le modalità di preparazione e di adozione del regolamento né il contenuto dell’art. 6".














