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Politica | 21 maggio 2014, 17:05

Anche il Partito Democratico parteciperà domani alla manifestazione per i dipendenti Agnesi

Il segretario Pietro Mannoni parla anche del porto e del 'crollo' del sistema di potere di Claudio Scajola.

Anche il Partito Democratico parteciperà domani alla manifestazione per i dipendenti Agnesi

Domani il Partito Democratico provinciale prenderà parte alla manifestazione a sostegno dei lavoratori dell’Agnesi. Saremo insieme a loro in questo momento difficilissimo. "Anche se, dopo la presa di posizione del signor Colussi - evidenzia il segretario provinciale, Pietro Mannoni - le possibili soluzioni sembrano sfumare, riteniamo che le forze sane della città e dell’estremo ponente della Liguria non possano arrendersi all’ineluttabilità della chiusura dello stabilimento. E’ questo il motivo che ci spinge alla partecipazione e che nel contempo ci porta a fare appello a tutta la cittadinanza, affinché i lavoratori dell’Agnesi possano percepire la vicinanza dei loro concittadini. Consapevoli di quanto la strada per trovare soluzioni sia difficile e tortuosa riteniamo indispensabile segnalare come i comportamenti amministrativi degli ultimi trent’anni siano stati improntati al pressapochismo e ad una visione di cortissimo respiro. L’Agnesi era il fiore all’occhiello della città e di tutta la provincia di Imperia, essendo un marchio conosciuto nel mondo intero. Sarebbe stato serio ed adeguato se la classe politica avesse svolto il suo ruolo ed avesse accompagnato uno sviluppo degli impianti, magari collocandoli in altre zone della città, per fare in modo  che la nostra terra diventasse sede di un vero e proprio distretto industriale dell’agroalimentare. Se la classe politica avesse operato in questo modo ora non staremmo assistendo all’imminente chiusura dello stabilimento e alla perdita del posto di lavoro per più di 130 persone: purtroppo questo sogno, che sarebbe stato possibile con un poco di capacità e di lungimiranza amministrativa, non si è realizzato ed ora siamo in balia delle decisioni di un imprenditore che fa calcoli utilitaristici e che, evidentemente, non vede il nostro territorio come capace di offrirgli un’opportunità di sviluppo. Se ci fosse la volontà il discorso si potrebbe riaprire. Domani serve una grande partecipazione, perché tutti insieme possiamo mantenere viva la speranza di una soluzione".

Il porto turistico più grande del Mediterraneo: "La stessa incapacità amministrativa di cui sopra - prosegue Mannoni - traspare dalla vicenda che ha visto, proprio ieri, fallire la Porto di Imperia Spa. Il Partito Democratico ha segnalato, sin dall’inizio della vicenda 'porto', gli errori intrinseci al progetto. Il sovradimensionamento dell’opera, l’affidamento dei lavori ad un imprenditore che non ha mai dimostrato di avere a cuore gli interessi della città. Quando il PD espresse i suoi dubbi venne additato come forza della conservazione: oggi dopo gli arresti ed il fallimento viene da affermare che la realtà è molto peggiore delle rappresentazioni che ipotizzammo. Si sarebbe dovuto progettare uno sviluppo compatibile con le esigenze di Imperia, così non è stato. Adesso, in qualità di forza di governo del capoluogo, riteniamo che si debba trovare la strada per rendere finalmente quest’opera, sotto molto aspetti difettosa e come già detto discutibile, un punto di forza e di ricchezza per la città. Come dichiarammo in campagna elettorale, insieme al Sindaco Capacci, bisognerà individuare le modalità affinché l’opera portuale possa essere conclusa ed i proventi della gestione della stessa vadano ad esclusivo vantaggio della comunità cittadina imperiese".

Il crollo del sistema di potere di Claudio Scajola: "E’ evidente - va ancora avanti Mannoni - che l’incapacità amministrativa che ha condotto ai disastri di cui sopra ha un nome ed un cognome: Claudio Scajola. Fu lui il dominus politico di questo territorio, fu lui a scegliere gli amministratori, fu lui ad avallare le scelte amministrative più importanti. Per lungo tempo gran parte della cittadinanza ha ritenuto che grazie alla sua gestione del potere la collettività potesse ricevere un qualche beneficio e chi sosteneva il contrario veniva considerato un bastian contrario ed un povero comunista. Poche settimane fa il nipote del suddetto ha ritenuto di appellarmi in questo modo. Durante un dibattito televisivo mi disse che siccome criticavo lui e suo zio ero solo un comunista. Il nervosismo era palpabile, poi se n’è scoperto il motivo. L’anno scorso gli elettori imperiesi hanno messo la parola fine ad una sciagurata gestione del potere. Ora saranno gli elettori di Sanremo e Ventimiglia a proseguire il percorso. Scajola e chi non ha voluto bene al ponente è stato sconfitto politicamente ed elettoralmente. Le cronache dell’ultima settimana hanno poi ulteriormente dimostrato che la realtà supera sempre la rappresentazione ma, nonostante questo, noi la politica la facciamo con la forza dei progetti e delle idee e siamo sicuri che una nuova primavera sia possibile anche per il ponente della Liguria, nonostante il passato e i gravi danni che ci ha lasciato in eredità".

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