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Politica | 04 febbraio 2014, 16:56

Regione: interrogazione del Consigliere Scibilia (PD) sulle condizioni e regime idrauli del fiume Roya

"Oggi il tratto di fiume Roya tra il ponte di collegamento tra la statale n. 20 e l'ingresso della A10, versa in cattive condizioni di manutenzione con presenza nell’alveo di folta vegetazione, di alti alberi e di materiale solido e la situazione impedisce il regolare flusso delle acque".

Regione: interrogazione del Consigliere Scibilia (PD) sulle condizioni e regime idrauli del fiume Roya

Sergio Scibilia (Consigliere Regionale del Pd) ha presentato un’interrogazione sulle condizioni e regime idraulico del fiume Roya di Ventimiglia, ricordando che il 14 maggio 1986 l’Ufficio Genio Civile di Imperia - Regione Liguria emise un’ordinanza in merito alla realizzazione di opere idrauliche di terza categoria a cura del Consorzio di Arginatura del Fiume Roja - torrente Bevera, per realizzare un’arginatura del fiume per la costruzione del nuovo parco ferroviario e dell’autoporto doganale  nel Comune di Ventimiglia. In quella ordinanza il Genio Civile assegnò le competenze suddivise per porzioni a diverse Amministrazioni, in merito alla ripartizione degli oneri conseguenti alle prescrizioni: l’ordinanza  prevedeva obblighi precisi per garantire il regime idraulico del corso d ' acqua, attraverso  il mantenimento e la buona conservazione delle opere;  il recupero di tutta la sezione idraulica ove tale opere siano da sostituire con opere nuove; lo sgombero dell'alveo a proprie spese, secondo un franco preciso; due interventi annuali di pulizia, previa comunicazione al Ufficio Genio Civile  di Imperia.

"Tuttavia oggi il tratto di fiume Roya tra il ponte di collegamento tra la statale n. 20 e l'ingresso della A10, versa in cattive condizioni di manutenzione con presenza nell’alveo di folta vegetazione, di alti alberi e di materiale solido - ha spiegato Scibilia – e tale situazione impedisce il regolare flusso delle acque che potrebbero creare un naturale impedimento in caso di eventi atmosferici. Inoltre la barra terminale del fiume è strozzata dalla presenza di materiale lapideo compattato e da una grossa area piana di riporto già adibita in passato a parcheggio pubblico ed oggi in stato di abbandono e non fruibile per motivi di sicurezza». Il consigliere ha, infine, domandato alla giunta quale sia l’ente pubblico designato a far rispettare l’ordinanza del Genio Civile ed a svolgere l'attività di coordinamento dei vari soggetti obbligati e se l’attuale alveo del fiume Roya sia in condizioni di sicurezza, in buona conservazione tale da tutelare il patrimonio idrico e se  vengano rispettate  tutte indicazioni tecniche e prescrizioni atte a garantire il deflusso delle acque lungo tutto il corso".

L'assessore all’ambiente, Renata Briano, ha spiegato che il consorzio, a seguito di quanto previsto a livello nazionale in merito alla classificazione delle opere idrauliche, è stato sciolto. Ha quindi detto: "Attualmente, così come prevede la norma regionale, è l’amministrazione provinciale di Imperia l’Ente competente alla realizzazione della manutenzione delle opere di cui trattasi. Sempre all’amministrazione provinciale competono anche le opere di gestione del demanio idrico, tranne le concessioni per le grandi derivazioni che risultano in capo alla Regione". L’assessore ha continuato: "Il bacino transfrontaliero del fiume Roya costituisce un ambito territoriale che negli ultimi 20 anni è stato oggetto di iniziative regionali e di cooperazione internazionale. Per quanto riguarda il territorio italiano, attraverso gli studi  del Piano di bacino per l’assetto  idrogeologico e del Piano di tutela delle acque, sono state sviluppate conoscenze sulla tutela della falda acquifera e sulla gestione dei rischi ambientali, con particolare riferimento  alla gestione del rischio idrogeologico. In particolare per quanto riguarda l’assetto idrogeologico  la parte fociva del fiume presenta situazioni diversificate in ragione, appunto, degli interventi realizzati. I progetti di cooperazione transfrontaliera sono stati attuati, già a partire  dagli anni Novanta, e hanno sviluppato conoscenze su tutto il bacino sulla tutela della falda acquifera e sulla gestione del rischio idrogeologico. In particolare con la delibera regionale numero 1136 del 2013 è stato approvato lo schema protocollo d’intesa  transfrontaliera che individua le tematiche  prioritarie sulle quali gli enti intendono proseguire nell’attività di acquisizione di conoscenze, tra l’altro sui sistema di allarme per piena, sistema di allarme in tempo reale sulla qualità  delle acque della falda e riduzione del rischio frane lungo l’asse viario  che collega Ventimiglia al Col di Tenda".

Scibilia ha replicato che la competenza, secondo quanto detto dall’assessore, è della Provincia "Che tutti sappiamo non ha i mezzi" avanzando forti perplessità sul fatto che le verifiche sullo stato dell’alveo sia effettuate e ha annunciato che approfondirà la situazione. 

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