L'ufficio Demanio Marittimo, rappresentato dall'Assessore Alessandro Dolzan, diretto dalla dott.ssa Rita Andena e composto dalle due funzionarie, Cristina Mecconi e Maura Negro, interviene quest'oggi per rispondere in merito al nuovo PUD ed alle spiagge e le relative concessioni. "Si vuole rispondere ufficialmente agli articoli di recente apparsi sulla stampa locale e soprattutto agli "attacchi" anche offensivi indirizzati all'ufficio stesso, in merito alla proposta di revisione ed aggiornamento del PUD" - spiega l'assessore.
"In proposito è d'obbligo precisare che: le spiagge libere attrezzate comunali sono un bene pubblico e non appartengono a coloro che per alcuni anni le hanno semplicemente gestite, anche se con professionalità e dedizione, versando un corrispettivo in alcuni casi oggettivamente molto basso. - aggiungono dall'ufficio - Si tratta, non di concessioni demaniali marittime, ma di contratti di gestione ormai giunti alla loro scadenza, che, proprio in virtù della loro natura giuridica, non possono essere prorogati; è, quindi, giuridicamente corretto che tali strutture balneari, appartenenti alla collettività, rientrino nella disponibilità del Comune, che ha il compito di verificarne la conformità alle leggi, prima di provvedere alla loro riassegnazione, attraverso una procedura pubblica".
"A questo servono la revisione e l'aggiornamento del PUD, proposti dall'ufficio! A verificare, prima di indire le gare per i nuovi affidamenti, che le strutture da conferire in gestione siano regolari e conformi alle leggi vigenti, soprattutto a quelle entrate in vigore successivamente alla stipula dei primi contratti di gestione, norme che ora devono essere interamente applicate. - precisano - Per esempio, alcune strutture situate sulle spiagge libere attrezzate di questo Comune non sono conformi alla vigente normativa in materia igienico/sanitaria. Occorre, inoltre, rendere interamente applicabile la Legge Regionale n.22/2008 che non è una legge "fantomatica"! Questa legge prescrive limiti con riferimento ai "volumi", le attuali strutture ne presentano alcuni di gran lunga al di sopra rispetto a quelli consentiti! La norma impone percentuali di suddivisione tra le varie tipologie di occupazione delle aree balneabili (spiagge libere/libere attrezzate) rispetto alla linea del fronte mare comunale e la metodologia di occupazione, ciò al fine di assicurare il rispetto e la garanzia della fruizione pubblica del litorale, ovunque esso si trovi".
"Per quanto concerne, poi, eventuali deroghe alla L..R.22/2008, il PUD in approvazione, all'art. 10.3 delle "Norme tecniche di attuazione", già propone, per le strutture, dimensioni maggiori, che dovranno essere confermate dalla Regione Liguria nel contesto dell'approvazione del PUD. - chiosa l'assessore - E' implicito che, se il PUD non verrà approvato, si dovrà applicare la più restrittiva norma regionale. L'ultima importante precisazione è che, contrariamente a quanto sostenuto da qualche gestore, che probabilmente vorrebbe trattenere a vita nella sua disponibilità un bene pubblico, è che il nuovo PUD è lo strumento propedeutico a base delle nuove gare di gestione delle spiagge comunali e, lungi dal sopprimere posti di lavoro, persegue il fine dì realizzare servizi nuovi e diversi, conformi alle leggi, più efficienti e più redditizi".
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