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Politica | 04 luglio 2013, 12:20

Imperia: dopo il consiglio comunale, Fossati (Imperia Riparte) risponde a Diego Parodi

Giuseppe Fossati

Giuseppe Fossati

"Leggo l’intervento del Consigliere Parodi, purtroppo come scomposto, scortese e volgare, affetto da quel “delirio di riferimento” verso il sottoscritto che gli impedisce di fare un intervento senza citarmi in modo sempre sgradevole e fuori luogo; stile che mi ricorda tanto l’eleganza del suo notorio suggeritore che, anche in questo caso, cita ogni tre parole". 

Giuseppe Fossati di Imperia Riparte risponde così a Diego Parodi (Laboratorio per Imperia) intervenuto per commentare l'ultimo consiglio comunale: "Caro Parodi, ormai Lei è un uomo adulto e padre di famiglia, non crede sia venuto il momento di pensare e parlare con la propria testa? Non è difficile, mi creda; Le eviterebbe di rendersi ridicolo e, sono convinto, si potrebbe ragionare seriamente dei temi che interessano la città (che non credo siano il mio passaggio -nel 2010- dal PdL a FLI o la mia candidatura in una lista civica di centro destra invece che allearmi con il PD, come Lei).

Detto questo, i nostri concittadini hanno assistito al Consiglio Comunale e credo si siano fatti un’idea della profonda analisi politica e pregevole dialettica dimostrate dalla maggioranza e dal Sindaco, caratterizzata da una eccezionale capacità di sintesi nel rispondere con precisione ed in modo esaustivo ai quesiti ed ai temi posti dalla minoranza. Con il silenzio totale".

"Quanto alla delibera adottata ieri dalla Giunta sulla vicenda Porto, registro l’entusiasmo di Parodi per l’eccezionale strategia della Giunta per risolvere i problemi della Porto di Imperia s.p.a. Strategia  molto innovativa e rivoluzionaria: tornare al passato e richiedere un aumento delle poltrone (da una a tre o addirittura cinque) alla Porto di Imperia s.p.a., in modo, con tutta evidenza, da far sedere qualche amico momentaneamente sprovvisto o tacitare qualche scontento.

Ora, posto che non serve una delibera di Giunta, ma una maggioranza in assemblea dei soci, per passare da un Amministratore Unico ad un Consiglio di Amministrazione a tre o cinque membri, delle due è l’una: o il Comune ha già oggi in tasca un accordo con i soci privati (sostanzialmente Carli e Caltagirone), oppure la relativa delibera dell’assemblea dei soci verrà adottata se e quando il Comune avrà da solo la maggioranza, a perfezionamento della nota transazione portata avanti dall’attuale Amministratore Unico, sulla cui nomina il Comune si è a suo tempo astenuto.

Non vedo quindi la ragione di tale scelta". 

"Se c’è l’accordo con Carli e Caltagirone o se un domani il Comune avrà la maggioranza delle azioni (si ipotizza i 2/3), credo sarebbe opportuno mantenere un Amministratore Unico, ovviamente che sia di gradimento del Comune. Quanto meno sino alla fine dei lavori, trattandosi di figura, meno onerosa per la società, più incisiva ed operativa. L’esperienza di questi mesi credo ne sia testimone.

Notoriamente però sono un ingenuo e certamente mi sfugge la genialità dell’idea della Giunta. - conclude Fossati - Attendo quindi fiducioso di conoscere i successivi passi. Il primo, mi pare quello del gambero".

C.S.

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