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Attualità | 16 maggio 2013, 15:15

Il Museo della Canzone Italiana Ligure in crisi: video-denuncia a Vallecrosia, Presidente Fondazione Tripodi “Rischiamo di perdere tutto”

Il patrimonio artistico-culturale composto da oggetti, strumenti, radio, grammofoni, dischi, spartiti, documenti unici e di inestimabile valore, legati alla storia della musica italiana, rischia di andare distrutto a causa delle condizioni precarie all’interno del museo e dei magazzini, recentemente alluvionati.

Il Museo della Canzone Italiana Ligure in crisi: video-denuncia a Vallecrosia, Presidente Fondazione Tripodi “Rischiamo di perdere tutto”

Il Museo della Canzone Italiana in Liguria, di Vallecrosia, a pochi chilometri dal palco del Festival di Sanremo che raccoglie, tra l’altro, strumenti, dischi, fotografie, autografi, locandine, microfoni utilizzati proprio durante la kermesse canora della città dei fiori, è in profonda crisi.

Il patrimonio artistico-culturale composto da oggetti, strumenti, radio, grammofoni, dischi, spartiti, documenti unici e di inestimabile valore, legati alla storia della musica italiana, rischia di andare distrutto a causa delle condizioni precarie all’interno del museo e dei magazzini, recentemente alluvionati. 

La denuncia della figlia di Erio Tripodi, Anna, Presidente della Fondazione intitolata al padre: “Non è più tempo di aspettare. L’ultimo pezzo pregiato andato distrutto per via dell’umidità è un prezioso contrabbasso del ‘900.  Ho atteso per tanti anni che fra le tante promesse delle amministrazioni qualcosa si potesse concretizzare, ma niente. Ho perso le speranze, comincio a pensare che oltre alla cattiva volontà ci sia ancor più incompetenza di saper valutare quanto sia prezioso e raro il materiale custodito nel museo. Non si capisce perché una realtà di questo valore che ha ospitato i più grandi artisti italiani: Pavarotti, Bocelli, Claudio Villa, De Andrè, Renato Zero, Cocciante, solo per citarne alcuni, non sia presa in considerazione dalle istituzioni locali. Le istituzioni provinciali e regionali fanno orecchie da mercante. Tra l’altro sul sito del Comune di Vallecrosia non compare nemmeno il Museo. L’unico aiuto è arrivato da Minitalia Leolandia, il Parco Divertimenti della Lombardia, che si è interessato alla causa e collabora fattivamente. Siamo alla disperazione. La storia della canzone melodica italiana è in grave difficoltà e il materiale è veramente a rischio. Abbiamo bisogno di intervenire al più presto altrimenti perdiamo tutto. Nel corso degli anni abbiamo dovuto affrontare enormi sacrifici per salvaguardare ciò che mio padre (Erio Tripodi ndr) con tanta passione e amore ha raccolto nel corso di una vita.”

La Fondazione ha realizzato un video-denuncia che verrà a breve pubblicato per un ‘crowd funding’, vale a dire una raccolta fondi collettiva, alla quale si può partecipare con offerte per assicurarsi spartiti storici, strumenti musicali, o visite al museo.  Il video è curato dalla regista genovese Erica Baruffaldi, con l’ausilio del direttore fotografia Daniele Ciampi e la collaborazione del gruppo blues alternativo Cyborgs. Diverse realtà si sono prese a cuore la sorte del museo: The Cyborgs – two man band; Rubber Mind – Videoproduzione indipendente: VinCen7 Produc7ion – Videoproduzione indipendente. Il video della band romana ‘The Cyborgs’ sarà solo l’inizio dell’attività di sostegno, che prevede in futuro la realizzazione di un documentario, legato ad un progetto di ‘crowd funding’ indirizzato alla ricerca di fondi per il restauro della collezione. 

Renato Agalliu

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